Cinema America, da Jeremy Irons a Debra Winger: dal centro alle periferie 104 notti con le stelle

Giovedì 30 Maggio 2019 di Marco Pasqua

L'email agli organizzatori è arrivata ieri mattina, poco prima del lancio ufficiale della quinta edizione del Cinema in Piazza: «Ci vediamo il 16 luglio a Trastevere». Il mittente era il premio Oscar Jeremy Irons, che ha accolto l'invito dei ragazzi del Cinema America. Ragazzi che, ormai, sono diventati degli adulti navigati, in grado di costruire una kermesse che può competere con i grandi festival.
 

GLI OSPITI
Basta vedere i numeri: 3 arene, 104 serate a ingresso gratuito, 8200 metri quadrati di superficie per attività culturali, 3000 posti a sedere complessivi. E 40 incontri con gli ospiti, che, insieme, rappresentano un pezzo di storia del cinema italiano e, da quest'anno, anche internazionale. Si parte il 1° giugno, a piazza San Cosimato, con Sulla mia pelle, introdotto da Alessio Cremonini, Alessandro Borghi, Jasmine Trinca (arena aperta fino al 1° agosto); il 13 giugno con Dogman inaugurano la Cervelletta, Matteo Garrone e Marcello Fonte (fino al 28 luglio); il 23 giugno apre i battenti lo spazio a Ostia, con Riccardo Milani e Paola Cortellesi (lo schermo, al Porto Turistico, chiude il 27 luglio, un mese prima dello scorso anno, anche per effetto della pax firmata con la multisala Cineland). E, poi, ancora, ecco Dario Argento, Marco Bellocchio, Sergio Castellitto, Vinicio Marchioni, Ennio Morricone, Gabriele Muccino, Stefania Sandrelli, Claudio Santamaria, Lina Wertmueller, Silvio Soldini, per citarne alcuni. Ma la vera novità di questa edizione sono le stelle straniere. Irons, che ha accettato l'invito di Carocci grazie all'aiuto di Clare Peploe (vedova di Bernardo Bertolucci), presenterà Io ballo da sola. Mathieu Kassovitz riporterà in Italia il cult L'odio (12 luglio, a Trastevere); Paul Schrader racconterà il suo Taxi Driver al casale della Cervelletta, mentre la tre volte candidata all'Oscar Debra Winger parlerà de Il té nel deserto; infine, l'artista francese JR ricorderà la grande regista Agnés Varda.
 

 

IL SOSTEGNO
«Il cinema in piazza è una grande biblioteca pubblica dice Carocci in cui ogni sera tutti quelli che vivono e attraversano la città potranno consultare contemporaneamente un'opera cinematografica differente». Le polemiche con il Comune sono ormai superate (lo testimonia la presenza, al di là del patrocinio, del vice-sindaco, Luca Bergamo), così come quelle con i distributori («avere i film è stato complesso», ha ammesso Carocci), perché tutte le parti in causa sembrano aver compreso che «rendere accessibile gratuitamente il prodotto culturale al pubblico non significa non riconoscerne il valore commerciale» e non «danneggia le sale tradizionali». Perché dietro ad ogni proiezione c'è un costo, relativo alla riproduzione delle opere cinematografiche: «Costo sostenuto dal Cinema America, che dà anche lavoro a 40 giovani». Il tutto, ovviamente, è reso possibile dall'aiuto delle istituzioni, a partire dalla Regione di Nicola Zingaretti («questa è una bomba di energia positiva: qualcosa che forse non esiste in Italia»), ma anche dalla Siae e Bnl Gruppo Bnp Paribas, oltre alla Camera di Commercio. «È grazie a loro che possiamo offrire il biglietto - dice Carocci a chi vuole uscire di casa per vivere collettivamente le piazze, i parchi, i territori della sua città». Resta l'amarezza per il mancato patrocinio del Mibac: «La prima volta che accade in 4 anni». Anche se dal ministero fanno sapere che «la pratica è ferma alla presidenza del Consiglio ma una risposta potrebbe arrivare già nelle prossime ore».

Ultimo aggiornamento: 19:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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