Festa del Cinema, Achille Lauro canta in Anni da cane: «Un futuro da attore? Non mi precludo nulla»

Le sue canzoni sono la colonna sonora della commedia teen che vede il debutto di Amazon Original nella produzione di un film

Festa del Cinema, Achille Lauro canta in Anni da cane: «Un futuro da attore? Non mi precludo nulla»
di Paolo Travisi
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Martedì 19 Ottobre 2021, 15:05 - Ultimo aggiornamento: 18:10

Le canzoni di Achile Lauro fanno da colonna sonora alla generazione di adolescenti, raccontati da Fabio Mollo in Anni da cane, commedia teen presentata ad Alice nella città, che vede il debutto di Amazon Original nella produzione di un film (in uscita il 22 ottobre su Prime Video).

La protagonista è Stella, interpretata da Aurora Giovinazzo (già in Freaks Out di Gabriele Mainetti) sedicenne, che in seguito ad un evento traumatico è convinta che i suoi anni valgano come quelli di un cane, e dunque sia prossima al trapasso. E come ogni adolescente che si rispetti, Stella è impacciata e cinica, piena di immaginazione e tormentata. Sua madre, Sabrina Impacciatore, cerca di comprenderla come può, ed i suoi amici Nina e Giulio, fanno altrettanto. Convinta di avere poco tempo a disposizione, Stella, compila una lista di cose da fare prima dell'epilogo della sua vita, finché l'amore non le cambia prospettiva.

«Ero terrorizzato dall'idea di fare questo film, mi ha colpito il mondo psichedelico di Stella in cui ogni sogno diventa realtà, mi sono sentito molto vicino al personaggio per tanti punti di vista. E' un film young adult e dramedy con diverse linee narrative all'interno, e poi ho visto il tutto che si materializzava quando ho visto il caso» ha detto il regista Fabio Mollo, in apertura della conferenza.

«Nel panorama internazionale queste collaborazioni sono molto frequenti, mi ha colpito la storia di questa ragazza che subisce un trauma e vede segnata la sua vita e ho cercato di interpretare al meglio, spero che questo sia un punto di partenza per l'Italia», ha detto Achille Lauro in conferenza stampa "interpretare un ruolo non mi sembra facile, e lo lascio fare agli altri, io ho vissuto tutto sulla spontaneità, il cinema è una cosa seria e va fatto da chi è preparato".

Aurora Giovinazzo, appena ventenne, e già presente in due opere importanti, tra cui l'attesissimo Freaks out ammette «di vivere in un momento molto intenso, non mi piace avere questa responsabilità addosso, ma se può darmi soddisfazioni sono felice. Io sono una ballerina ed un'attrice e cerco sempre molti stimoli, e questo periodo è così". Non è stato facile entrare nella parte di Stella. "Ho riportato me stessa, magari più infantile e con pochi freni, ma l'ho interpretata pensando anche all'ansia, di cui soffrono in tanti, alle insicurezze di Stella che non si sente mai a suo agio, neanche con la sua famiglia».

Tornando ad Achille Lauro. «Quello che faccio io non è diverso da quello che fanno tutti loro; il segreto del successo è prendere quell'idea vaga, che pensiamo non sia niente, e invece è una grande idea, se riusciamo a proiettarla all'esterno nel modo più coerente possibile, che sia un film o una canzone. E' bello vedere ragazzi molto giovani che vogliono creare qualcosa di bello e s'impara sempre da queste esperienze. Anch'io sono passato da cose che potevano non valere nulla a cose che avevano un valore per gli altri e non solo per me». 

Achille Lauro, futuro nel cinema?

A proposito della collaborazione tra Amazon e Lauro. «Ho fatto tantissime cose, sono sempre alla ricerca di novità, faccio cose che non esistono, che mi mettono alla prova, la mia partecipazione qui è la cosa in cui sono specializzato, qui interpreto me stesso, non mi dò limiti. Fare l'attore è una cosa molto seria, è come interpretare una canzone non tua, le mie sono parole vestite da me, interpretare una parte al cinema è molto più difficile».

Ammette il regista Fabio Mollo. "Sono ossessionato dall'adolescenza, forse perché non ne sono mai uscito, credo che raccontare la generazione di oggi sia importante, perché è colorita, inclusiva ed anticonformista, non si adegua alle aspettative sociali e dobbiamo ascoltarla di più".

 

«Non mi precludo nulla. Ho lavorato alla regia di due documentari ancora inediti e dei videoclip delle mie canzoni, quindi mi piace molto - considera Achille Lauro - si può fare tutto fallendo, anche molte volte, ed il fallimento insegna ad andare avanti, a dare una direzione al tiro. Chi avrei voluto come cantante ad una mia festa? Probabilmente oggi avrebbero 150 anni, ma se qualcuno m'invitasse alla festa di compleanno, non direi di no.". Per quanto riguardo l'ispirazione come musicista, "viene da qualsiasi cosa, film, canzoni, stati d'animo, da quello che vedo. Lo stesso Latte + è ispirato al cult di Kubrick. Mi piace molto Cristopher Nolan, ma in genere mi appassiono facilmente e mi annoio facilmente».

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