Radio Maria posta la carta d'identità di Gesù: «Statura alta e capelli divini». Bufera social

Giovedì 10 Ottobre 2019
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Radio Maria posta la carta d'identità di Gesù: «Statura alta e capelli divini». Scoppia la polemica

Radio Maria, l'emittente radiofonica cattolica italiana, nei giorni scorsi ha postato sul Facebook la carta d'indentità di Gesù, scatenando una vera e propria bufera social. Come si legge dal documento pubblicato su internet, la cittadinanza di Gesù, secondo Radio Maria, sarebbe cielo, terra e ogni luogo, mentere la residenza nel regno dei cieli e in via del Paradiso. Lo stato civile invece Figlio di Maria e per quanto rigrada la professione Fratello del mondo. Insomma, un ritratto completo e dettagliato a cui si aggiunge l'ovvia data di nascita, fissata al 25 dicembre, a Betlemme (Palestina). Tra i segni particolari troviamo: È salvezza per tutti, è pane per la nostra fame, vino per la nostra festa. E non manca nemmeno l’impronta che è la Sacra Sindone. Il tutto firmato dal sindaco, San Pietro.

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L'immagine in querstione è stata pubblicata senza alcuna didascalia esplicativa. «Idiozia senza confini», si legge nel messaggio di una persona che non sembra aver gradito affatto l'ironia dell'emittente radiofonica. Ma molti posto ironici hanno divertito molto i seguiaci della pagina: «Sono interessata alla professione fratello del mondo. Vorrei sapere se è ben retribuita e se è aperta la posizione anche per sorella del mondo. A chi devo inviare CV?», ha scritto una ragazza. E poi ancora: «Che shampoo devo usare per avere anche io i capelli divini?»; «Avrà la patente nautica obbligatoria visto che cammina sulle acque!?».


Ma non tutti hanno gradito la carta d'identità di Gesù. Alcuni hanno persino gridato allo scandalo. «Vi rendete conto che state ridicolizzando la figura di Gesù Cristo? Temo di no», è il messaggio di un'utente risentito, a cui ha fatto eco un altro: «Non ha bisogno, né il credente né Gesù Cristo, di questa cosa che avete pubblicato: veramente di cattivo gusto», mentre altri hanno ricordato di non invocare il nome di Dio invano. Insomma, quale che sia stato il fine del social media manager di Radio Maria un obiettivo è stato raggiunto: il post in questione ha fatto il giro del web ed ha alimentato il dibattito su sacro e profano. 

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