CORONAVIRUS

Exomars, nuovo rinvio del lancio del rover Rosalind per esplorare Marte con la super trivella italiana: se ne parla nel 2022 Ecco perché

Giovedì 12 Marzo 2020 di Paolo Ricci Bitti

Exomars, il flop della sonda Schiaparelli - schiantatosi su Marte nel 2016 - e non proprio l'emergenza coronavirus continua a condizionare la seconda parte della missione ad altissima partecipazione italiana, quella più attesa: oggi 12 marzo è stata ufficialmente rinviato al 2022 il lancio del rover Rosalind dotato della più potente trivella mai mandata nello spazio, quella costruita da Leonardo per raggiungere i 2 metri di profondità nel suolo marziano.

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Si può lanciare verso il pianeta Rosso solo ogni due anni (per contenere la durata del volo in 7/8 mesi) e così si passa al settembre 2022 dopo il rinvio dal 2018 al 2020. Dal cosmodromo di Bajkonur il razzo russo con il  rover sarebbe dovuto appunto partire fra luglio e agosto, ma la prudenza ha consigliato il rinvio.

A quel che si è appreso il versante italiano della missione (il più importante del consorzio, ovvero il 33% della missione che costa 1,2 miliardi di euro) ha rispettato i tempi, ma poi sono via via sorti problemi tecnici di connessione e di interfaccia fra i componenti dell'Italia e dell'Agenzia spaziale europea e quelli russi di Roscomos.

Una situazione che da mesi fra gli addetti ai lavori aveva già fatto sostituire la data del 2020 con quella del 2022. Ora l'Esa cita anche l'epidemia di coronavirus che certo non aiuta il coordinamento fra i paesi coinvolti, ma in realtà i tempi della missione erano già gravemente malati da tempo. Una scusa, insomma, comunque a fin di bene perché non vale la pena rischiare un nuovo fallimento visto i costi e l'obbiettivo finale della missione che si propone di cercare tracce di vita su Marte a una profondità mai raggiunta prima, là dove i raggi cosmici potrebbero avere risparmiato qualcosa. Non a caso la nota dell'Asi cita solo marginalmente la questione coronavirus.

E così, dopo l'anomala apertura del paracadute che nel 2016 avrebbe dovuto accompagnare al suolo il lander Schiaparelli, finito poi in mille pezzi, adesso si va con piedi di piombo per non rischiare un altro insuccesso in quella manovra estramamente difficile che la discesa su Marte attraverso la sua rarefatta atmosfera. Nei mesi scorsi per la questione dei paracadute del rover era stato chiesto aiuto anche alla Nasa.
 

La nota dell'Agenzia spaziale italiana

«Nonostante un impegno straordinario dell'industria italiana, leader nell'esplorazione robotica dello spazio e degli altri partners europei, il programma dell'Esa affronta uno spostamento della data di lancio» annuncia l'Asi riferendo la decisione congiunta di Esa e Roscosmos. La decisione, spiega l'Agenzia Spaziale Italiana, è legata alla «alla necessità di completare verifiche tecnologiche ed operative, necessarie a garantire le condizioni di atterraggio e funzionamento sulla difficilissima superfice del Pianeta Rosso». L'Agenzia Spaziale Italiana supporta «fortemente l'industria nazionale chiamata in questi anni a sforzi produttivi, attività aggiuntive e test suppletivi condotti con competenza e successo dalle nostre eccellenze».

La scelta di ESA e Roscosmos di optare per la prossima finestra di lancio nel 2022 ha trovato concordi tutti i partner istituzionali e industriali, al fine di non compromettere la riuscita del programma, e portare con successo sul pianeta rosso la piattaforma, il rover e le altre attrezzature.

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«La delusione è forte per la notizia di questo rinvio, ma, d’altra parte arrivare sulla superficie di Marte non è un’impresa semplice, in considerazione dell’enorme distanza che separa la Terra dal pianeta Rosso e del suo ambiente sfidante. Il programma ExoMars ha fatto straordinari progressi negli ultimi due anni - ricorda il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia - grazie soprattutto al grande lavoro di tutti i team coinvolti e in particolare della nostra industria nazionale. Quest’ultima ha avuto un ruolo chiave nella conduzione del progetto a supporto di ESA: la nostra industria ha fornito un sostegno eccellente anche nella gestione dei rapporti con la controparte russa, che ha rappresentato anche una delle sfide più consistenti del progetto ed anche a causa di ritardi. Tali sono stati il contributo e il valore riconosciuto per questa missione del nostro capogruppo industriale, Thales Alenia Space, che l’ESA, in corso di progetto, ha ritenuto di spostare in Italia alcune attività di assemblaggio, integrazione e testing originariamente previste in Russia. Elevato è stato, anche, il numero di test suppletivi che sono stati realizzati con successo in Italia sugli hardware forniti dalla controparte russa.

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Ciononostante, e anche in virtù del gran numero di attività aggiuntive inattese, tipiche però di un progetto di tale complessità, lo stato attuale di preparazione della missione non garantisce il grado di affidabilità richiesto per il successo di ExoMars. Arrivare sulla superficie di Marte in piena sicurezza – sottolinea il presidente Saccoccia - con un progetto così interessante ed unico nel suo genere, presenta ancora alcuni rischi che potrebbero compromettere non solo la missione ExoMars, ma anche la credibilità e dunque il futuro ruolo dell’Europa nel programma di esplorazione del pianeta rosso. La recente emergenza sanitaria, poi, ha complicato ulteriormente la situazione generale. L’ASI continuerà sicuramente a garantire il massimo supporto dell’Italia quale Paese leader di questa missione, affinché il prossimo periodo, fino alla nuova opportunità di lancio nel 2022, venga utilizzato non solo per rimuovere al più presto tutte le criticità che ancora possono compromettere la missione, ma anche per apportare delle migliorie, e per preparare l’Europa al meglio alle prossime sfide dell’esplorazione spaziale».

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Perché aspettare 2 anni. La meccanica celeste impone questa attesa di quasi due anni. Questo è dovuto principalmente alla forma ellittica delle orbite di Terra e Marte, e al fatto che i due pianeti viaggiano a velocità diverse (la Terra è più veloce). La distanza relativa tra Marte e Terra varia continuamente da un minimo di 56 milioni di Km (la distanza minima mai osservata nel 2003) a un massimo di 400 milioni di Km. Pertanto, la scelta di quando far partire una sonda verso Marte deve tener conto di questo aspetto. Considerato che un anno marziano dura circa 22 mesi terrestri, i due pianeti si “avvicinano” con una cadenza di 2,1 anni (ogni 780 giorni).
 

I due anni che mancheranno alla data di lancio verranno impiegati per completare al più presto lo sviluppo e verifica dei vari elementi della missione (auspicabilmente entro la fine di quest’anno), per poi stivare la sonda in condizioni sicure fino all’inizio della campagna di lancio nel 2022.

 


La nota dell'Agenzia spaziale europea

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’agenzia spaziale Roscosmos hanno deciso di rimandare al 2022 il lancio della seconda missione ExoMars per lo studio del Pianeta Rosso.

Il gruppo di lavoro congiunto ESA-Roscosmos ha valutato tutte le attività richieste per una autorizzazione al lancio, in modo da analizzare i rischi e la programmazione. Con la dovuta considerazione delle raccomandazioni fornite dagli Ispettori Generali europei e russi, gli esperti del progetto ExoMars hanno concluso che i test necessari a rendere tutti i componenti del veicolo spaziale idonei per l’avventura su Marte necessitano di maggior tempo per essere completati.

L’obiettivo primario della missione è di determinare se ci sia mai stata vita su Marte, e di meglio comprendere la storia dell’acqua sul pianeta. Il rover ExoMars, denominato Rosalind Franklin, comprende un trapano per accedere alla sotto-superficie di Marte come pure un laboratorio in miniatura per la ricerca di vita contenuto in una zona ultra-pulita.

Nell’ambito di un incontro dedicato, i capi ESA e Roscosmos, Jan Wörner e Dmitri Rogozin, hanno convenuto che ulteriori test al veicolo spaziale con l’hardware e il software finale sono necessari. Inoltre, le parti hanno dovuto riconoscere che le attività della fase finale di ExoMars sono compromesse dall’aggravarsi generale della situazione epidemiologica nei paesi europei.

“Abbiamo preso una decisione difficile ma ben ponderata di rimandare il lancio al 2022. L’esigenza è guidata principalmente dalla necessità di massimizzare la robustezza di tutti i sistemi di ExoMars oltre che dalle circostanze di forza maggiore legate all’inasprimento della situazione epidemiologica in Europa che non ha lasciato praticamente nessuna possibilità per i nostri esperti di procedere con gli spostamenti presso le industrie partner. Sono fiducioso che i passi che noi ed i nostri colleghi europei stiamo facendo per assicurare il successo della missione saranno giustificati e porteranno senza dubbio solamente risultati positivi per l’attuazione della missione”, ha aggiunto di Direttore Generale di Roscosmos, Dmitri Rogozin.

“Vogliamo essere sicuri di essere certi al 100% del successo della missione. Non ci possiamo permettere nessun margine di errore. Ulteriori attività di verifica garantiranno un viaggio sicuro ed i migliori risultati scientifici su Marte”, spiega il Direttore Generale dell'ESA Jan Wörner.

“Voglio ringraziare le squadre dell’industria che hanno lavorato senza sosta per quasi un anno per completare l’assemblaggio ed i test ambientali dell’intero veicolo spaziale. Siamo molto soddisfatti del lavoro che è stato fatto per rendere questo progetto unico una realtà, e abbiamo un solido corpus di conoscenze per completare il rimanente lavoro il più rapidamente possibile”.

Ad oggi, tutto l’hardware di volo necessario per il lancio di ExoMars è stato integrato sul veicolo spaziale. La piattaforma di atterraggio Kazachok, è totalmente equipaggiata con tredici strumenti scientifici., ed il rover Rosalind Franklin con i suoi nove strumenti ha recentemente superato, in Francia, le prove finali termiche e del vuoto.

Le ultime prove di estrazione dinamica dei paracadute di Marte si sono concluse con successo presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, ed i paracadute principali sono pronti per i due test finali di caduta in alta quota a marzo in Oregon, Stati Uniti.

Il modulo di discesa è stato sottoposto alla qualificazione del sistema di propulsione durante l’ultimo mese. Il modulo di discesa e la piattaforma di atterraggio di ExoMars sono stati  sottoposti a test ambientali a Cannes, Francia, per confermare che il veicolo spaziale è pronto a resistere alle condizioni estreme dello spazio durante il suo viaggio verso Marte.

Il nuovo piano prevede un lancio tra agosto e ottobre 2022.  La meccanica celeste vuole che solo finestre di lancio relativamente brevi (10 giorni ciascuna) esistano ogni due anni, durante le quali Marte può essere raggiunto dalla Terra.

ExoMars sarà la prima missione per la ricerca di segni di vita fino a due metri di profondità sotto la superficie marziana, dove le firme biologiche della vita potrebbero essere eccezionalmente ben preservate.

ExoMars

Il programma ExoMars è uno sforzo congiunto tra l’agenzia di stato Roscosmos ed ESA. Oltre alla missione del 2022, il programma comprende TGO (Trace Gas Orbiter) lanciato nel 2016. Il modulo orbitante TGO sta già fornendo importanti risultati scientifici con i suoi strumenti scientifici russi ed europei, e inviando dati  dal rover marziano Curiosity della NASA e dal lander InSight. Il modulo invierà inoltre i dati dalla missione ExoMars 2022 una volta arrivata su Marte.

Ultimo aggiornamento: 14:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA