Michel Roccati torna a camminare dopo 4 anni grazie agli elettrodi: «I primi passi sono stati un sogno»

Il ragazzo, 30enne, era rimasto paralizzato dopo un incidente in moto. Grazie a una tecnica innovativa a Losanna è tornato in piedi

Michel torna a camminare dopo 4 anni grazie agli elettrodi: «I primi passi sono stati un sogno»
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Lunedì 7 Febbraio 2022, 20:37 - Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 09:55

«I primi passi sono stati un sogno»: dopo 4 anni di paralisi Michel Roccati è tornato a camminare grazie a un dispositivo realizzato da un gruppo di ricerca coordinato dal Politecnico di Losanna (Epfl), al quale ha partecipato anche l'Italia con Silvestro Micera, che lavora fra Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ed Epfl. In appena un giorno ha ripreso a camminare, ora sale e scende le scale, nuota e punta, in primavera, a percorrere almeno un chilometro. «I primi passi sono stati qualcosa di incredibile», dice all'ANSA Michel, 30 anni di Montaldo Torinese, raccontando la sua esperienza all'interno di un programma di ricerca che ha coinvolto altri 2 volontari con l'obiettivo di riuscire a restituire la capacità di movimento a chi è rimasto paralizzato per traumi alla colonna vertebrale.

L'incidente e l'operazione

Roccati ne era rimasto vittima 4 anni fa dopo un incidente in moto causato da un animale che gli aveva attraversato la strada poi, circa un anno fa, «ho saputo che cercavano volontari per questo esperimento e ho scritto una mail per poterne far parte, non sapevo quasi nient'altro». Ad agosto si è sottoposto a un intervento chirurgico in cui gli sono stati impiantati degli elettrodi nella colonna vertebrale e un dispositivo nell'addome che raccoglie i dati in arrivo da un tablet. Finita la convalescenza post-operatoria Michel è andato nei laboratori Epfl, «dopo appena un giorno di addestramento ho mosso i primi passi e poco dopo camminavo», spiega con un pò di emozione. All'inizio era sostenuto da un'imbracatura che lo aiutava a sostenersi oggi è completamente libero, ha recuperato il 50% del tono muscolare ed è in grado di alzarsi, camminare, salire e scendere le scale e anche nuotare.

«Sul tablet - racconta Roccati - ho un programma da scegliere per ogni funzione, a quel punto parte lo stimolo e io col cervello faccio lo stesso. Unendo il segnale prodotto dal mio cervello con quello del dispositivo tutto funziona meglio. Ogni giorno miglioro io e il sistema su cui posso fare delle modifiche per migliorarlo». In questi mesi freddi Michel si sta allenando soprattutto in garage comminando e facendo test ed esercizi, in primavera l'obiettivo è camminare più a lungo e arrivare al chilometro. «Il dispositivo è ancora migliorabile e sarò ancor più felice quando tutta sarà ulteriormente miniaturizzato e uno dei suoi grandi sogni è che lo stesso dispositivo possa finalmente essere commercializzato e reso disponibile a tutti», conclude Roccati

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