Adolescenti sedentari: più attenzione alla postura, dai sei anni utile il test bioclinico

Adolescenti sedentari: più attenzione alla postura, dai sei anni utile il test bioclinico
di Salvatore Cristiani
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Giovedì 13 Ottobre 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:31

Prima della pandemia più di un italiano su quattro si dedicava in maniera costante ad una disciplina sportiva.

Oggi solo un quinto degli italiani fa sport con continuità. Gli italiani sono diventati meno sportivi e più pigri: 20 milioni quelli che non praticano né attività motoria né sportiva, che si traducono in costi economici annuali di oltre 12 miliardi di euro, pari all’8,9% della spesa sanitaria. Nei giovani i dati diventano più allarmanti, con un calo, nel 2021, della pratica sportiva fino al 55%, oltre a un aumento della sedentarietà. Un quadro preoccupante: l’attività motoria gioca un ruolo centrale nella formazione e nella crescita dei giovani con positive ricadute sullo stato di salute sotto il profilo fisico e relazionale. L’inattività fisica riduce l’efficienza muscolo-scheletrica, causa deficit al sistema immunitario, incide sull’apparato cardio-vascolare e respiratorio, aumenta il rischio di depressione ed ansia e altera il metabolismo, causando obesità.

I DATI

 In Italia più di 1 bambino su 3 è in condizione di sovrappeso o obesità che incide profondamente sullo stato di salute, condizionando l’intera postura, poiché si accompagna ad importanti malattie che peggiorano la qualità di vita e ne riducono la durata. Prima fra tutte il mal di schiena: su un campione di 200 pazienti pediatrici tra i 7 e i 18 anni, il 64% dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 18 anni ammette di soffrirne ma, nel 90% dei casi, non ne ha mai parlato con nessuno. Il ministero della Salute con il tavolo tecnico “La salute nello sport” intende definire le indicazioni per migliorare la qualità della vita di chi pratica lo sport, quale prevenzione della salute primaria essenziale. L’attività fisica e lo sport sono il valore aggiunto per la crescita dei bambini: ne migliorano coordinazione, schemi del movimento e azioni motorie. Le età preadolescenziale e adolescenziale rappresentano una fase cruciale per lo sviluppo dell’individuo e costituiscono quindi un momento chiave nel quale poter intervenire efficacemente con adeguate politiche e interventi che indirizzino verso l’elaborazione di valori positivi e facilitino l’adozione di comportamenti orientati ad uno stile di vita sano e ad una condizione posturale ottimale. La postura è un sistema complesso che integra azioni strutturali, biochimiche e psico-emotive, che si influenzano vicendevolmente. Una buona postura si ha quando il sistema nervoso centrale permette il movimento con il minor dispendio energetico, ovvero con il minimo sforzo: questo è l’aspetto che ne determina la qualità. Chi pratica sport necessità di una postura molto precisa per ottenere il miglior risultato. I dati più attendibili della letteratura concordano nello stimare che circa il 50% di tutte le lesioni da sport sono provocate da sovraccarico funzionale in “disequilibrio posturale” e quindi sono necessari continui monitoraggi della postura come prevenzione per gli infortuni e per migliorare atteggiamenti posturali scorretti.

LA VALUTAZIONE

Il medico per la corretta diagnosi della postura, che si presenta con tre diversi quadri clinici (asimmetrica, disfunzionale, patologica), effettua il “Test Bioclinico Posturale”. È un esame a punteggio IBP che comprende: questionario anamnestico posturale, valutazione biomeccanica con scala numerica, indagine clinica, prove neuro-funzionali e recettoriali (propriocettiva, stomatognatica, visiva e vestibolare), esami biometrici tridimensionali non invasivi, in ortostasi e nel cammino, su una pedana sensorizzata di mt 2 x1 in un percorso di oltre 3 metri, con sistemi optoelettronici che studiano corpo, colonna vertebrale e piede in 3D, evidenziando qualsiasi asimmetria. Questo esame è consigliabile a partire dall’età di sei anni, per far venire alla luce problematiche strutturali nascoste o future. Bisogna coinvolgere i giovani a fare sport o attività fisica almeno un’ora al giorno, monitorati da personale opportunamente formato in postura, con iniziative di prevenzione e educazione di comportamenti sani, in una fase della vita in cui si acquisiscono e si consolidano abitudini che andranno poi a costituire i principali fattori di rischio delle malattie croniche dell’adulto e dell’anziano. Quindi insisto nell’affermare: «sport per tutti, a tutti, ma in salute».

*Medico dello Sport Coordinatore Tavolo Tecnico “La Salute nello Sport” presso il Ministero della Salute 

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