Occhio ai filler: non solo bellezza, posso portare noduli e infiammazioni. Apre un ambulatorio ad hoc al Fatebenefratelli

Occhio ai filler: non solo bellezza, posso portare noduli e infiammazioni. Apre un ambulatorio ad hoc al Fatebenefratelli
di Barbara Di Chiara
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Giovedì 10 Novembre 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:02

Il filler in mano inesperta può far danni.

Queste sostanze iniettabili per uso estetico, le classiche “punturine” di acido ialuronico utili per contrastare le rughe o dare volume alle labbra, devono sempre essere infiltrate da personale medico qualificato, e prodotte secondo le linee guida di riferimento, previa marcatura CE. Non a caso, «i filler producono la maggior parte delle complicanze che trattiamo presso la nostra struttura, per un totale di 30-40 casi al mese», dice Gloria Trocchi, responsabile dell’area “Complicanze” dell’ambulatorio di Medicina estetica dell’ospedale Fatebenefratelli Gemelli-Isola di Roma. «Noduli, ascessi, complicanze vascolari, infiammazioni e infezioni sono i principali problemi a cui si può andare incontro se si utilizzano i filler in maniera non corretta». Le linee guida italiane indicano che il filler non deve essere sensibilizzante, deve essere totalmente riassorbibile, atossico, di consistenza il più simile possibile al tessuto ospite, con ampia documentazione scientifica a supporto della sua sicurezza. «Ma non c’è obbligo da parte dei produttori di eseguire studi preclinici e clinici su questi prodotti, che sono dispositivi medici e non farmaci. Negli Stati Uniti è invece la Food and Drug Administration (Fda) a vigilare su queste sostanze. In Europa stiamo combattendo per avere una regolamentazione uniforme». Il segreto per evitare rischi è dunque «rivolgersi a professionisti seri e formati in medicina estetica e, per sicurezza, conservare sempre l’etichetta del prodotto che è stato utilizzato durante la seduta». Altro pericolo da evitare è quello di acquistare filler on line e auto-iniettarli sulla pelle: «Su internet si riesce a comprare di tutto, il rischio è quello di andare incontro a una reazione, soprattutto per non aver ricevuto le normali istruzioni di comportamento che il medico deve impartire prima della seduta: si deve fare un’attenta anamnesi del paziente, chiedere se ha particolari patologie, se assume farmaci, se ha allergie, se ha eseguito pregressi trattamenti. Bisogna avvertire che non è indicato truccarsi per almeno qualche giorno dopo aver eseguito un filler, perché ad esempio la spugnetta del fondotinta può infettare la pelle a livello dei fori praticati dall’ago per la microiniezione. Ancora, va evitata l’esposizione solare nei giorni seguenti il trattamento e, ora che siamo in periodo di vaccinazione antinfluenzale, bisogna sempre ricordare al paziente che si può sottoporre a filler dopo almeno 20-30 dal giorno in cui ha eseguito una vaccinazione, per evitare reazioni immunitarie. Infine, anche le terapie odontoiatriche devono essere accuratamente distanziate (almeno 15-20 giorni) dall’uso di un filler».

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