Ranitidina, farmacie prese d'assalto per l'allarme medicinali contaminati

Venerdì 27 Settembre 2019
Ranitidina, farmacie prese d'assalto per l'allarme medicinali contaminati

Da Nord a Sud Italia, farmacisti e medici sono stati presi d'assalto in questi giorni dai cittadini alla ricerca di informazioni sui farmaci contaminati, a causa delle fakenews girate dopo il ritiro e il blocco di alcuni prodotti. Eppure, come spiegano gli esperti dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), prima e dopo l'arrivo in commercio di un medicinale, il controllo sulla sua sicurezza è una costante che lo accompagna sempre.

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«Le farmacie - spiega all'ANSA Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma - sono state prese d'assalto da richieste di informazioni, soprattutto dopo che false liste di farmaci ritirati sono girate su WhatsApp. Purtroppo, in questo Paese si crede più ai social o al web che al farmacista o al medico. Noi cerchiamo di fare chiarezza ma facciamo fatica perché i pazienti non solo chiedono informazioni, ma non si accontentano della risposta. Siamo al paradosso: ubi internet, 'minor' cessat». Non troppo diversa la situazione negli studi dei medici, spiega Silvestro Scotti, segretario della Federazione italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg).

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«Il nostro compito è mettere a punto a punto una terapia alternativa per chi assumeva farmaci con Ranitidina, ma ci troviamo di fatto a doverli rassicurarli in generale sull'uso un po' di tutti i medicinali, anche a seguito della richiesta, da parte dell'Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), di controlli su tutti i prodotti. Lo sforzo che dobbiamo fare è cercare di parlare in modo semplice, perché la confusione si crea anche per via del tecnicismo che a volte accompagna alcune comunicazioni istituzionali». A fronte di tanta preoccupazione ingiustificata, a ricordare gli step nei controlli di sicurezza che accompagnano i farmaci è un documento pubblicato dall'Aifa in occasione della Giornata della sicurezza delle cure, che si è celebrata lo scorso 17 settembre. La prima verifica avviene prima ancora dell'Autorizzazione all'immissione al commercio (Aic).

L'autorizzazione, infatti, «viene rilasciata a seguito di una approfondita valutazione scientifica dei suoi requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia». Per verificare che, non vi siano anomalie nel processo di produzione, l'Aifa «ispeziona periodicamente i siti di produzione di medicinali e materie prime» per «verificare la conformità alle norme di buona pratica di fabbricazione». Una volta autorizzato un farmaco, viene poi periodicamente monitorato e i dati di sicurezza vengono valutati nell'ambito della Rete Nazionale di Farmacovigilanza, un data base per le segnalazioni di sospette reazioni avverse.

C'è poi tutto un capitolo che riguarda la gestione dei possibili difetti di qualità, come potrebbe essere la presenza di nitrosammine o altre sostanze. «In caso di segnalazione di difetti di uno o più lotti di medicinali, l'Agenzia interviene con azioni che possono prevedere la sospensione o il ritiro dal mercato dei lotti interessati fino alla revoca dell'Aic». In tutto questo complesso iter, conclude Aifa, «i cittadini hanno un ruolo centrale perché possono fornire informazioni preziose sugli effetti dei farmaci, segnalare eventuali presenze di difetti di qualità e sospette reazioni avverse, compresa l'inefficacia».

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 11:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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