Milano, ragazzi battono il cancro, fondano una band e incidono un cd

Mercoledì 5 Febbraio 2014 di Carla Massi
La realtà ha superato la fantasia. O meglio, la fiction. Protagonista un gruppo di ragazzi sotto i vent’anni che sono guariti dal tumore e che, in ospedale, sono riusciti a trovare, oltre che la terapia e l’assistenza, anche la forza di ricominciare a vivere, sorridere. E cantare. Tanto da arrivare alla formazione di una band, la “The B.Livers”, all’incisione di un cd “Nuvole di ossigeno” in uscita in questi giorni e alla realizzazione di un videoclip curato dalla casa di produzione On Air. Con loro, l’oncologo che li ha seguiti sia quando erano a letto malati sia quando hanno ripreso la vita quotidiana, e Faso, il bassista di Elio e Le Storie Tese.
La realtà ha superato la fantasia perché questa band che si è formata all’Istituto tumori di Milano (www.istitutotumori.mi.it) assomiglia molto al gruppo di ragazzi “Braccialetti rossi” la fiction di Rai1 che nelle ultime domeniche ha fatto il record di ascolti. Giovani malati di tumore, l’invidiabile forza a non mollare, la solidarietà. Anche sulla sedia a rotelle senza una gamba. Come dire che i malati veri sono venuti prima di quelli sullo schermo. La serie a puntate italiana si è ispirata ad una spagnola tratta dal romanzo di Albert Espinosa “Pulseras Rojas”.

IL PROGETTO GIOVANI
All’Istituto dei tumori di Milano, dunque, tutto è stato pensato negli ultimi anni quando è nato il “Progetto giovani” (dedicato ai pazienti adolescenti), sostenuto, oltre che dai medici, anche dall’associazione Bianca Garavaglia e la Fondazione Magica Cleme. Con i ragazzi che, attraverso il canto, mirano a superare la paura, a trasformarla e attirare l’attenzione sulla qualità delle cure offerte ai giovani tra i 15 e i 19 anni, malati di cancro. Che, a quell’età, colpisce in particolare al sangue (leucemia), alle ossa, ai tessuti molli e al cervello.
«Quando mi è stato proposto di lavorare con i pazienti della Pediatria oncologica ho subito accettato - racconta Faso - soprattutto per il significato che c’è dietro al progetto, il migliorare la qualità della cura degli adolescenti. Il testo è un puzzle di immagini, ricordi, paure e speranze che il gruppo ha scritto e che io ho cercato di amalgamare. Grazie all’aiuto di Paola Folli e dei miei compagni di band Rocco Tanica e Cesareo ora è possibile ascoltare il brano». La musica è nata più o meno nello stesso modo. Brandelli di melodie canticchiate sul motorino o sotto la doccia. Faso ha aggiunto accordi e l’arrangiamento. Nel brano ci sono anche suoni dell’ospedale come il rumore ritmico della pompa della chemioterapia e il campanello per chiamare le infermiere.

L’OBIETTIVO
“Nuvole di Ossigeno” (disponibile su iTunes e il cd sarà in vendita nelle librerie Feltrinelli) servirà a finanziare nuovi progetti. «La canzone - spiega ancora Faso - è un vero inno alla forza e alla bellezza della vita anche in situazioni assurde come quella di essere ammalati di tumore a sedici anni».
Un camice bianco coordina il “Progetto Giovani”, è Andrea Ferrari pediatra oncologo dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. Parla al plurale, “gioca” con i ragazzi che sono stati nel suo reparto, si è buttato a capofitto nell’impresa. «Questa è la dimostrazione - dice - che si può rispondere alla malattia anziché con la chiusura al mondo, con creatività, energia e coraggio. I “B.Livers” sanno bene che ci stanno raccontando la loro storia, ma anche la storia di altri ragazzi come loro o la storia di coetanei che, magari, non sono stati curati bene o non sono stati curati in tempo. Ricordiamo che si sono trovati ad affrontare la diagnosi e la cura mischiano gli esami di scuola e quelli del sangue, compagni di calcio e compagni di corsia».
Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio, 22:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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