Fuma un tredicenne su cinque, boom delle sigarette elettroniche

Venerdì 5 Aprile 2019
Fuma un tredicenne su cinque, boom delle sigarette elettroniche

L'incontro con le sigarette avviene sempre prima, già a 10 anni, e nella fascia d'età 13-15 anni fuma un ragazzo italiano su cinque. Non solo: sono le ragazze le più accanite fumatrici abituali e tra i teenager stanno spopolando le sigarette elettroniche, il cui uso è raddoppiato negli ultimi 4 anni. Ma ci sono altre due note dolenti: acquistare tutti i tipi di sigarette è relativamente facile nonostante i divieti di vendita ai minori, mentre circolano ancora troppe bionde a scuola anche se fumare è vietato dentro e fuori gli edifici scolastici. 

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È questo il quadro allarmante che emerge dai dati 2018 dell'indagine internazionale Global Youth Tobacco Survey, raccolti per l'Italia dall'Istituto superiore di sanità (Iss). L'indagine, che coinvolge 180 Paesi, è promossa dall'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms e si svolge ogni 4 anni. In Italia, l'indagine ha coinvolto 33 scuole secondarie di primo grado e 33 di secondo grado, per un totale di 1700 studenti. Nel nostro Paese, le ragazze sono fumatrici abituali di sigaretta tradizionale nel 24% dei casi contro il 16% dei coetanei maschi, mentre per quanto riguarda la sigaretta elettronica sono i ragazzi ad usarla abitualmente di più (22% contro 13%). I dati mostrano, inoltre, che in soli 4 anni la diffusione della e-cig è diventata paragonabile a quella della sigaretta tradizionale: i fumatori abituali sono più che raddoppiati (attestandosi ora al 18%) mentre i consumatori occasionali sono aumentati del 60% (ora sono il 44%).

Quanto all'idea di smettere, è alta la percezione dei ragazzi di poter abbandonare le sigarette quando vogliono (81%), tuttavia solo poco più della metà ha tentato realmente di farlo negli ultimi 12 mesi e solo 1 su 2 ha ricevuto un aiuto per riuscirci. Un ragazzo su 2 riferisce poi di essere stato esposto al fumo passivo in casa mentre la scuola non è ancora percepita come luogo Smoke-Free. Malgrado la normativa, infatti, rimangono ancora troppo alti i valori del non rispetto del divieto di fumo ma si riduce la percentuale di insegnanti che fumano all'interno della scuola passando dal 44% del 2010 al 14% del 2018, così come quella degli studenti che scende da 56% del 2010 al 29% del 2018. A preoccupare è pure il facile accesso all'acquisto di sigarette nelle tabaccherie malgrado l'inasprimento della normativa, che prevede il ritiro della licenza del gestore nel caso di vendita a minori: il 20% dei ragazzi riferisce di acquistare sigarette nelle tabaccherie e ben il 68% di questi afferma che nessuno gli ha rifiutato la vendita a causa della minore età.

Quanto all'e-cig, 8 ragazzi su 10 la ottengono da un amico. Tra chi tenta invece l'acquisto da un rivenditore, il 76% non ha ricevuto il rifiuto di vendita per minore età, previsto anche per le e-cig. Dati molto preoccupanti per il presidente della Società italiana di pediatria, Alberto Villani: «Tutto ciò è la conseguenza della totale disattenzione che c'è rispetto all'età evolutiva, al di là di annunci o iniziative spot. Ed è innanzitutto la scuola che deve essere luogo di formazione». Inoltre, sottolinea, «bisogna chiedersi perchè i ragazzini fumano: la risposta sta nella solitudine che è oggi uno dei maggiori problemi dei giovani, ed il fumo diventa una sorta di riempitivo consolatorio». Quanto alle e-cig, Villani mette in guardia: «È una moda e si tratta semplicemente di sigarette 'mascheratè, altrettanto dannose di quelle tradizionali».

 

Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 17:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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