Covid, Cartabellotta (Gimbe): «Seconda ondata sarà lunga. A scuola usare tamponi rapidi»

Domenica 20 Settembre 2020
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Covid, Cartabellotta (Gimbe): «Seconda ondata sarà lunga. A scuola usare tamponi rapidi»

Basta poco, in tempi di Covid,  perché l'attività didattica nelle scuole (almeno a livello di classe) venga sospesa. Un sospetto positivo e c'è il rischio che l'intera classe si fermi in attesa dei risultati dei test. E allora come si può fare per evitare troppi ingolfamenti? Il Lazio è partito con i test salivari in classe. Ma per Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione GIMBE, la strada da intraprendere dovrebbe essere un'altra. Ne ha parlato intervenendo su Rainews 24. «L'unico test che può sostituire il tampone classico - ha sostenuto - è il tampone rapido: è stato sdoganato, ma non viene utilizzato e non capisco perché. Tutti gli altri sistemi non hanno la stessa efficacia: nelle scuole serve proprio il tampone rapido per evitare stop continui dell'attività didattica».

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«Serve nuovo patto generazionale - ha poi detto - ora i contagi avvengono in famiglia. I giovani prendono il virus e non hanno consieguenze cliniche, poi lo portano a casa e chi si contagia magari ha bisogno del ricovero». Cartabellotta invita a non abbassare la guardia «Rispetto a luglio siano a numeri tripli - ha sostenuto - La seconda ondata speriamo sia meno intensa, anche se pensiamo che sarà lunga visto che il virus sembra ancora lontano». C'è il rischio di un secondo lockdown anche in Italia, visto che in altri Paesi sembra questa la situazione che si sta profilando? «Da noi il primo lockdown è stato più intenso e precoce - ha sostenuto - E' stato più efficace che in Francia, Spagna e Inghilterra: non dobbiamo sprecare il vantaggio che abbiamo per la serietà con cui siamo stati in lockdown. E dopo l'estate in cui abbiamo sbagliato, speriamo di tornare ai comportamenti virtuosi precedenti»

Ultimo aggiornamento: 20:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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