Via Veneto pedonale, la “Crazy idea” irrealizzabile

di Paolo Graldi
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Domenica 22 Maggio 2022, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 01:08

Chissà cosa ne penserebbero Cardarelli ed Ungaretti che li ci passavano le serate a guardare le donne che passavano sui primi tacchi a spillo o Fellini ed Arbasino che pure si incontravano con gli altri poeti registi attori scrittori di quella stagione. Chissà che cosa direbbero dell’idea di chiudere alle auto il tratto da Porta Pinciana a Via Boncompagni, dall’Harry’s Bar al Caffè de Paris. L’idea, per qualcuno una pazza idea, è sostenuta a pieni polmoni da Flavio Briatore il vulcanico imprenditore del Billionaire approdato sulla storica via con la sua Crazy Pizza, che vuole essere una pizza favolosa ma che di favoloso certamente ha il prezzo.

Il progetto prevede la deviazione delle auto sulle vie laterali, fatta eccezione per il passaggio di personalità o diplomatici. A prima vista, benché suggerito da ambizioni più commerciali che culturali, sembra di difficoltosa applicazione. Anzi a dirla tutta appare tanto ambizioso quanto irrealizzabile perché Via Veneto resto un’arteria non comprimibile tra Muro Torto e Hard Rock Caffè. Deviare i flussi verso Piazza Barberini appare improponibile e metterebbe a dura prova un quadrante già pesantemente stressato. Via Veneto vuole tornare ai fasti di un tempo ma c’è da credere che non sarà una Crazy idea a riportarci gli Amarcord felliniani e il clima della Dolce Vita.

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