Ostia, incendiato un pub. «Lite per gli schiamazzi». La pista degli alterchi con il vicinato per i rumori notturni

Il rogo doloso è partito dalla cucina di “Casa Clandestina” in via Quiriaco

Ostia, incendiato un pub: «Lite per gli schiamazzi». La pista degli alterchi con il vicinato per i rumori notturni
di Mirko Polisano
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Mercoledì 14 Settembre 2022, 23:12 - Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 08:55

Un’altra notte di fuoco a Ostia. Le fiamme, questa volta, sono divampate all’interno del pubCasa Clandestina” in via San Quiriaco a pochi passi dal lungomare. Si tratta del secondo rogo doloso - da quanto accertato dagli inquirenti - che si è registrato a Ostia nel giro di un mese. Era il 5 agosto scorso, infatti, quando un incendio ha fortemente danneggiato il negozio “Nalu Poke” di via Pietro Rosa, distante qualche metro dal locale incendiato la scorsa notte. Il rogo sarebbe stato appiccato all’interno dell’attività commerciale, da tempo anche oggetto di numerosi controlli delle forze dell’ordine, allertate più volte dai residenti. 

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I FATTI
Nel cuore della notte, le fiamme sono divampate nella cucina, dove è stato trovato del materiale combustibile, presumibilmente benzina. L’ipotesi dolosa è infatti accreditata dalla presenza di liquido infiammabile trovato nel punto di innesco. Del caso se ne sta occupando la polizia di Ostia, che indaga ad ampio raggio. «Sarebbe da escludere la matrice politica - è quanto trapela - così come tendiamo a escludere un possibile collegamento tra questo episodio e quello del mese scorso che ha coinvolto il Nalu Poke: le soluzioni e le associazioni più immediate non sono mai la risposta immediata delle indagini». Dunque, mai fermarsi alle apparenze, soprattutto a Ostia dove le cronache insegnano che mai nulla è come così come sembra. «Non è successo nulla», si è limitato a commentare telefonicamente il titolare del locale, dopo aver però dato la notizia dell’incendio in un lungo post sulla pagina facebook di “Casa Clandestina”. 

 


LA PISTA
Gli inquirenti tendono a non prediligere l’ipotesi di una ritorsione politica, considerate le aggressioni e gli attacchi subiti dal titolare dell’attività da parte di estremisti di destra. «Quelli di Casapound Italia continuamente minacciano e picchiano alcuni esponenti del territorio, tra cui il sottoscritto», raccontava nel 2017 - anche in quell’occasione in piena campagna elettorale per le municipali di Ostia - il titolare del pub, all’epoca candidato consigliere della lista civica Laboratorio Civico X che sosteneva l’ex parroco (oggi tornato sacerdote, ndr) Don Franco De Donno alla presidenza del Municipio X. A distanza di anni, oggi che il gruppo di Casapound a Ostia si è anche sciolto, per gli investigatori la politica c’entrerebbe poco o nulla. Circostanza, quest’ultima, confermata anche dal fatto che - seppur informata sui fatti - a Ostia ieri non è intervenuta la Digos. Le indagini si stanno concentrando, invece, sui numerosi e infiniti dissidi che negli anni si sono creati tra i titolari del pub e il vicinato. «Ci sono numerosi esposti - è quanto filtra da ambienti investigativi - e lamentele dei residenti della zona per i continui schiamazzi e rumori molesti che toglievano il sonno agli abitanti della zona». 


LA RETE
Un episodio che è al centro delle indagini riguarda un video, diffuso anche sui canali social, in cui un’auto piomba all’interno del locale. È del 22 luglio scorso e dalle immagini si vede chiaramente una Smart, uscita dal posto per disabili accanto al pub di via San Quiriaco, che ha travolto alcune sedie e panche che si trovavano all’esterno, distruggendo anche un tavolo. «In altri casi - spiegano ancora fonti investigative - c’è mancato poco che si arrivasse alle mani». Il locale, anche per questo, è stato più volte controllato dalle forze dell’ordine, sempre allertate dai residenti. «Potrebbe essere un azzardo - concludono gli inquirenti - mettere sullo stesso piano questo episodio con altri recenti che si sono verificati a Ostia». 

 

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