I luoghi dei Templari: dall'Abbazia di Valvisciolo al borgo di Sermoneta

Sabato 13 Febbraio 2021 di Maria Serena Patriarca
I luoghi dei templari

Sulle tracce dei Templari: fra l’Agro Pontino e i Monti Lepini ci sono luoghi in cui riecheggia ancora la testimonianza del passaggio degli antichi monaci guerrieri, e della complessa simbologia che hanno tramandato attraverso l’arte sacra. Il nostro itinerario oggi inizia dall’Abbazia di Valvisciolo, che sorge sulla cosiddetta Valle dell’Usignolo, ai piedi del Monte Corvino, nelle vicinanze del borgo di Sermoneta. Questa imponente Abbazia cistercense, che risale al XIII secolo, è ancora oggi la sede dei monaci templari in versione 2.0. Un luogo avvolto nel silenzio da cui si sprigiona un fascino arcano, specialmente se si osservano attentamente i simboli incisi fra i capitelli delle bifore nel chiostro e nelle sale interne che affacciano sul chiostro stesso. All’occhio più attento non sfuggono il Sacro Graal, il Nodo di Salomone, la Croce Patente, la Triplice Cinta, la Rosa Mistica e il Fiore dell’Apocalisse: un vasto “campionario” della simbologia sacra dell’Ordine del Tempio, riconducibile ad un percorso di conoscenza mistico e spirituale.

Al Terminillo escursione con racchette da neve sulle orme dei Cavalieri Templari

I Templari fecero dell’Abbazia di Valvisciolo una loro base importante, si stima fra il XIII e il XIV secolo: ne è prova la croce templare scolpita sulla sinistra nell’oculo centrale del rosone, all’entrata della chiesa dedicata ai santi Pietro e Stefano. In realtà le origini di questo luogo sacro sono molto più antiche, e risalgono all’VIII secolo, quando qui arrivarono alcuni monaci greci e costruirono una prima abbazia, poi ricostruita successivamente nel XIII secolo proprio dai Cavalieri Templari, al ritorno dalle Crociate. Che l’Abbazia di Valvisciolo sia uno dei luoghi più legati ai Templari lo dimostra anche la presenza, in questo luogo sacro e misterioso, del quadrato magico conosciuto come “Sator”, di origine latina ma ripreso proprio dai Templari.

 

Si tratta di un quadrato che è composto da cinque parole: Sator, Arepo, Tenet, Opera e Rotas le quali, se sovrapposte, formano un palindromo, cioè una frase sempre identica in qualsiasi direzione venga letta. Dall’Abbazia dirigiamoci ora verso il borgo di Sermoneta, noto anche come la città dei Templari. Il meraviglioso borgo medievale, ricco di chiese, botteghe e forni artigianali, in realtà sorge su quello che doveva essere un insediamento risalente addirittura all’età preistorica. Anche a Sermoneta il passaggio dei Templari ha lasciato tracce interessanti: uno degli esempi più eclatanti è nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, del XII secolo, che con il suo meraviglioso campanile romanico sorge dove precedentemente era stato eretto un tempio dedicato a Cibele, la Grande Madre che presiedeva alle forze della natura e all’energia femminile.

Ebbene, su un pilastro della Cattedrale è incisa una croce Tau: la tau templare, a tre braccia. Il Tau, ultima lettera dell’alfabeto ebraico, simboleggia il compimento della Creazione: gli scudieri Templari avevano una Tau rossa sul mantello, icona sacra che si trasformava poi nella Croce Patente nel momento in cui passavano al grado di Cavaliere. Il borgo di Sermoneta è dominato dal Castello Caetani, dove fra i vari personaggi che vi transitarono ci furono anche il Valentino e Lucrezia Borgia. Le origini del castello affondano nel XIII secolo e sono legate, in incipit, alla famiglia Annibaldi. Proseguendo da Sermoneta verso la cittadella medievale di Bassiano (famosa per il suo prosciutto), ecco un'altra testimonianza dei Templari:  la Grotta di Selvascura, detta anche Grotta dei Templari: è una caverna naturale, la cui forma rievoca quasi un rettangolo, dove si rifugiarono i Francescani in fuga dopo la scomunica di Papa Giovanni XXII e i Cavalieri Templari provenienti proprio dall'Abbazia di Valvisciolo. 

Musei, quasi cento in fila per chiesa di San Bevignate

Orvieto, sulle orme dei templari con i giovani studiosi del Fai

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA