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Scuola, addio doppia entrata: a Roma le quinte iniziano solo alle 8

Il Provveditorato apre ai presidi: «Via l’ingresso alle 10 per i maturandi»

Scuola, addio doppia entrata: a Roma le quinte iniziano solo alle 8
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Venerdì 11 Febbraio 2022, 08:14 - Ultimo aggiornamento: 14:41

I presidi vorrebbero tornare al passato: tutti a scuola al suono di un'unica campanella. Ma al momento soltanto i maturandi delle superiori, le quinte, potranno entrare in classe alle 8 del mattino, non sottostando alle rigide regole del doppio ingresso (ore 8 e ore 10). Quello introdotto dopo lo scoppio della pandemia, anche per evitare assembramenti sugli autobus.
Nei giorni scorsi l'ufficio scolastico regionale e la Prefettura hanno iniziato a discutere l'ipotesi, con Palazzo Valentini che avrebbe dato il suo via libera di massima alla possibilità almeno per gli studenti dell'ultimo anno. A patto che, però, il numero dei ragazzi in circolazione non metta in crisi il sistema dei trasporti. Nel Lazio sono circa 50mila gli alunni dell'ultimo anno, una quantità che dalle prime stime sembra tale da poter essere gestita con gli autobus messi in campo. Certo, sui mezzi vige anche ancora la possibilità di ospitare l'80 per cento del numero dei passeggeri omologato, ma nel territorio laziale soltanto Atac e Cotral hanno garantito circa 2mila corse in più anche con l'utilizzo di bus turistici.

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LA CIRCOLARE
Di conseguenza nei prossimi giorni, con l'ultimo via libera dal governo, dovrebbe arrivare dal Provveditorato la circolare ai presidi che modifica gli orari di ingresso per le quinte. E si partirà già dalla settimana entrante. Si è iniziati proprio da questa fascia, perché i ragazzi - anche con un esame di maturità con doppia prova scritta che appare più complessa - lamentano di avere meno tempo per studiare entrando alle 10 del mattino e uscendo dopo le 15.
Gli stessi presidi avevano chiesto di abolire il doppio ingresso per tutti gli allievi, anche perché i casi di Covid stanno calando e a breve sarà eliminato l'obbligo di mascherine. Un'ipotesi al momento congelata dalle autorità, anche temendo l'ultima coda di quarantene e isolamenti tra gli autisti dell'Atac, che in alcune ore della giornata hanno costretto la municipalizzata a far saltare delle corse.

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Sempre ieri alcune rappresentanze dei presidi e il provveditore del Lazio Rocco Pinneri hanno incontrato l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, proprio per parlare della gestione del Covid a scuola. Le ultime norme del governo e le disposizioni subito emanate dalla Regione hanno alleggerito i problemi, come dimostra il fatto che meno del 5 per cento delle classi segue interamente le lezioni ancora in Dad e non in presenza. Alla fine della scorsa settimana via Cristoforo Colombo ha inviato una nota a tutti i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e l'ufficio scolastico regionale per gestire positivi, casi sospetti, quarantene e rientro in classe, che come primo effetto ha permesso il ritorno a scuola di 60mila studenti di ogni ordine e grado. In questa circolare, che traduce in pratiche l'ultimo decreto legge del governo, si specifica che la frequenza scolastica non sarà inibita a chi ha concluso il ciclo vaccinale primario da meno di 120 giorni, è guarito e ha effettuato la dose di richiamo se prevista. Tra l'altro non c'è più bisogno nei casi di guarigione del certificato prima richiesto al medico di famiglia o al pediatra di libera scelta per essere riammessi in classe. Infatti basterà l'esito di un tampone negativo. Mentre le quarantene per chi non ha concluso il processo di immunizzazione passa da dieci a cinque giorni.

 


I presidi hanno chiesto a D'Amato una migliore interlocuzione con le Asl e alcune precisioni, per esempio se inserire anche le domeniche nel calcolo dei cinque giorni in presenza. Dal canto suo l'assessore ha tranquillizzato il mondo della scuola garantendo in futuro un migliore collegamento. Al riguardo la Regione starebbe già studiando una piattaforma digitale proprio per uno scambio in tempo reale delle informazioni tra gli istituti e le aziende sanitarie.
 

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