Green pass e mascherine, obbligo a Pasqua. Ristoranti, piscine, hotel, treni, bus: ecco tutte le regole

Obbligo di mascherina anche all'aperto per le processioni

Green pass e mascherine, obbligo a Pasqua. Ristoranti, piscine, hotel, treni, bus: ecco tutte le regole
di Gianluca De Rossi
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Giovedì 14 Aprile 2022, 10:41 - Ultimo aggiornamento: 19:33

Pasqua e Pasquetta all'insegna del buonsenso, con Green pass e mascherine: è quello che chiedono gli esperti e i virologi, perché il Covid non ha allentato la presa sull'Italia. I dati del bollettino di ieri (62.037 i contagi registrati in 24 ore, con 155 morti) confermano i timori di quanti affermano che il picco del virus non è ancora arrivato. E va ricordato che restano in vigore anche durante le festività pasquali le norme stabilite dal governo, che si traducono in: obbligo di Green pass e mascherine al chiuso, nei locali e sui mezzi pubblici. Con le mascherine da portare obbligatoriamente anche all'aperto durante le processioni.

 

Obbligo di mascherina, dunque, che il governatore della CampaniaVincenzo De Luca, riassume così: «A Pasqua via la mascherina solo per la pastiera. Sapendo che abbiamo migliaia di contagi, io devo fare lo slalom perché ci sono centinaia di positivi intorno a noi».

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Le regole al ristorante, bar, albergopiscina

Fino al 30 aprile va ricordato che sono in vigore le norme per il contenimento dell’epidemia da Covid 19, quindi rimangono gli obblighi di certificazione verde in molti luoghi, e resta prescritto anche l'uso di quel particolare tipo di mascherina più efficace nel fermare il virus della "chirurgica": la Ffp2.

Super green pass: dove serve

- piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra e di contatto, centri benessere (anche all’interno di strutture ricettive) al chiuso
- spogliatoi e docce
- convegni e congressi
- centri culturali, centri sociali e ricreativi al chiuso
- feste, comprese quelle dopo le cerimonie
- sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò
- sale da ballo e discoteche
- cinema, teatri, palazzetti dello sport
- strutture sanitarie

Green pass base

- bar e ristoranti al chiuso
- concorsi pubblici, corsi di formazione pubblici e privati
- colloqui in carcere
- spettacoli all’aperto
- stadi
- aerei
- treni
- navi e traghetti (esclusi i collegamenti nello Stretto di Messina e con le Isole Tremiti)
- pullman turistici oppure che effettuano i collegamenti tra regioni.

Dove non serve il Green pass

- alberghi: è possibile soggiornare negli alberghi e nelle altre strutture senza avere il Green pass. I clienti che alloggiano negli alberghi e nelle strutture possono accedere a bar, ristoranti, palestre e piscine, centri benessere senza il green pass base. Chi non alloggia negli alberghi, invece, deve esibire il Green pass base per tutti i servizi che si trovano all’interno

- negozi
- uffici pubblici
-uffici postali
-banche

In tutti questi luoghi resta obbligatorio indossare la mascherina ed evitare gli assembramenti.

Mascherine chirurgica

In tutti i luoghi al chiuso fino al 30 aprile è obbligatoria la mascherina chirurgica.

- discoteca:  la mascherina può essere tolta al momento del ballo
- bar e ristoranti: deve essere indossata quando non si è al tavolo

Dove è obbligatoria la mascherina Ffp2

- aerei
- navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale
- treni
- pullman turistici oppure per il collegamento di regioni diverse
- autobus, metropolitane, tram, scuolabus
- funivie, cabinovie e seggiovie con cupola paravento
- cinema, teatri, sale da concerto, competizioni sportive all’interno dei palazzetti dello sport

Dopo due anni di stop a causa delle restrizioni anti Covid, torna nei Comuni italiani la tradizione dei riti pasquali. Le processioni con statue, bande e cori sfileranno per le vie di città e paesi richiamando fedeli e spettatori. E così diversi sindaci, per prevenire una nuova impennata di contagi, stanno firmando ordinanze che impongono la mascherina anche all'aperto.

Ad oggi la mascherina è necessaria all'aperto solo in caso di assembramenti, mentre sull'obbligo al chiuso, che è ancora in vigore, il governo deciderà dopo le feste, come ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza. «Ora le mascherine sono essenziali. Dopo Pasqua faremo una valutazione e decideremo sul loro utilizzo, ma in questo momento raccomando di usarle quando ci sono rischi perché la circolazione virale è ancora molto alta».

Intanto al Centrosud - dall'Abruzzo alla Sicilia - diversi sindaci hanno deciso di ristabilirne l'obbligo per i «facchini» e i coristi, che in alcuni comuni dovranno anche sottoporsi al tampone o mostrare il Green pass rafforzato. Il primato per le misure più restrittive finora va a Prezza (L'Aquila): un piccolo focolaio nella comunità parrocchiale ha spinto il prete ad annullare la processione. A Sulmona, invece, il sindaco ha imposto la mascherina all'aperto per seguire la processione del Cristo Morto e la «corsa» della Madonna. Sempre in Abruzzo a Lanciano (Chieti) mascherina obbligatoria per assistere a tutti i riti. «C'è una recrudescenza del Covid, serve prudenza», ha detto il primo cittadino. Stessa decisione a Gubbio (Perugia), per prevenire «un'evoluzione negativa» dell'epidemia. In Campania, il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha firmato un'ordinanza che impone il volto coperto per la processione del Cristo morto. A Sorrento (Napoli) la mascherina dovranno indossarla, sotto al costume, anche gli incappucciati che sfilano il Venerdì santo.

In Molise, a Campobasso, i cantori del Venerdì santo oltre alla mascherina dovranno avere anche il Super green pass.

In Sicilia, torna la sfilata dei Misteri di Trapani: durerà 24 ore come da tradizione, ma con percorsi più brevi causa Covid e l'obbligo di mascherina. A Ragusa i portatori, oltre a coprire naso e bocca con una Ffp2, dovranno presentare l'esito negativo del tampone. In tutta l'isola quest'anno non ci saranno i fuochi d'artificio, come chiesto dalla Conferenza dei vescovi siciliani nelle scorse settimane: «Non si possono sparare i fuochi mentre in Ucraina le persone sono atterrite dal suono delle sirene e uccise dalle bombe». Da qui l'invito dei vescovi a convertire la spesa per i fuochi in aiuti ai profughi.

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