Roma, stupro di Capodanno: si indaga su un altro incontro dopo l'abuso (ma per i giudici non scagiona l'indagato)

Anche per questo motivo i giudici hanno confermato i domiciliari a Patrizio Ranieri

Roma, stupro di Capodanno: un altro incontro dopo l'abuso (ma per i giudici non scagiona l'indagato)
di Giuseppe Scarpa
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Mercoledì 9 Marzo 2022, 00:17 - Ultimo aggiornamento: 11:00

Dopo gli stupri subiti a Capodanno 2021 la giovane vittima ha bussato alla porta del ragazzo che, appena una settimana prima, aveva abusato di lei. Proprio con quel ragazzo la 17enne ha avuto un altro rapporto. Questo, per gli avvocati di Patrizio Ranieri, significa una sola cosa, anche la notte di San Silvestro la ragazza era consenziente. Di diverso avviso i magistrati. I giudici del Riesame forniscono una lettura differente dell’episodio: è la prova di un comportamento «manifestato sin dai primi giorni dell’anno», un «atteggiamento, con ogni probabilità, semplicemente strumentale e dettato dal timore delle possibili conseguenze della denuncia». 
È questo il nuovo capitolo dell’inchiesta che emerge dalle motivazioni del tribunale delle Libertà che hanno confermato i domiciliari a Ranieri scarcerando, invece, un altro dei ragazzi accusati dalla procura, si tratta di Claudio Nardinocchi. 

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IL RIESAME
Sette giorni dopo lo stupro subito, secondo i pm, da tre diversi ragazzi la vittima ha cercato di ricomporre il puzzle di quella serata, tentando di mettere ogni tessera nel posto giusto. Un notte che, anche la vittima, aveva trascorso consumando di tutto: cocaina, hashish, alcol e psicofarmaci. 

La minorenne è consapevole di aver subito degli abusi, ma non ricorda chi, tra i vari ragazzi presenti quella sera, abbia abusato di lei. Per questo motivo contatta Ranieri. A lui si affida per fare luce su ciò che era successo. «Ho voluto vederlo, ho creduto in lui», spiegherà ai pm. «Voglio aiutarti, voglio proteggerti», avrebbe replicato il giovane. Con questo atteggiamento, secondo i magistrati, Ranieri avrebbe «fatto breccia nella giovane vittima, resa fragile dall’esperienza vissuta e anche dalla sensazione di isolamento all’interno del gruppo di amiche provata nei giorni successivi e come tale certamente bisognosa di aiuto e compassione».
Perciò, il nuovo rapporto, secondo la tesi del Riesame, non scagionerebbe Ranieri. Anzi. «È scaltro – sottolinea il tribunale delle Libertà quando decide che il ragazzo deve restare ai domiciliari – non ha esitato da un lato a mostrarsi premuroso con la vittima, dall’altro a insultarla tra gli amici nei giorni successivi dandole della» poco di buono. 

LA DECISIONE
Negli atti i giudici ricostruiscono con dovizia di particolari quanto accaduto la notte di Capodanno, tra abusi sessuali, di alcolici e di droga. Un party in cui partecipano ragazzi giovanissimi, dai 16 fino ai 20 anni. 
Ranieri quella notte «ha ripetutamente approfittato della giovane in coma, anche in gruppo, e non ha mancato, a fine serata, di umiliarla di fronte a tutti rivolgendole parole sprezzanti per poi lasciarla alla festa dolorante, piena di lividi e di lacerazioni». 
I giudici sottolineano, invece, come non ci siano prove a carico di Claudio Nardinocchi. «Non ha avuto alcun rapporto sessuale con la giovane», dicono i suoi difensori.

LA SERATA
Ad ogni modo in quella terribile notte di Capodanno, consumata in una villetta a Primavalle, è accaduto di tutto. «Il gruppo di giovani - si legge nelle motivazioni - partecipava a una festa nel corso della quale molti dei presenti assumevano quantità rilevanti di sostanze alcoliche, stupefacenti e psicotrope». 
Della comitiva faceva parte anche la vittima. La minorenne «classe 2004» che «caduta in stato di forte alterazione psico-fisica, per avere assunto un mix di superalcolici, cocaina e psicofarmaci, nel corso della notte veniva abusata sessualmente da vari giovani, anche in gruppo, risvegliandosi la mattina successiva in uno stato di profondo malessere», riassume il Riesame. La procura ha individuato tre ragazzi responsabili dello stupro. Adesso, per loro, all’orizzonte, si profila un processo complicato.
 

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