Roma, distrutto il presepe Lego, rubati pezzi rari e costosi

Venerdì 28 Dicembre 2018 di Massimo Sbardella
Il presepe lego distrutto

Distrutto il presepe fatto con le costruzioni Lego, alcuni pezzi rari e costosi sono stati rubati con un'automobilina che faceva parte della scena della Nativita. E' successo a Palestraina, alle porte di Roma. Bambini protagonisti, in positivo e in negativo, alla quindicesima edizione de “I presepi nel chiostro”, la celebre mostra di Natività che, ogni anno di più, porta a Palestrina migliaia di visitatori attirati dai 90 presepi nel chiostro del convento francescano. Tutte opere realizzate a mano dai volontari dell’Associazione Prenestina del presepe, di dimensioni diverse e con l’utilizzo di materiali di ogni genere.

Oltre alla partecipazione delle scuole, con originali Natività create dagli istituti comprensivi, molto bello era anche il presepe realizzato da un bambino di 10 anni con le costruzioni Lego, usando alcuni personaggi da collezione. Pezzi rari e costosi che il piccolo presepista aveva lasciato non senza qualche remora, tranquillizzato dal fatto che, in quindici anni di mostra, nessuno avesse mai toccato nulla. L’altro giorno, però, quando Sandro Bardaro, uno dei volontari dell’associazione, stava per chiudere i battenti ha sentito qualcuno correre nel chiostro: «Mi sono affacciato – racconta – e ho visto un bambino, che avrà avuto 10-12 anni, fuggire via di corsa. Il tempo di fare un giro e mi sono reso conto che aveva completamente distrutto il presepe Lego, rubando i protagonisti della Natività, i pezzi rari e anche un’auto rossa che completava la scena. Ho provato grande dolore di fronte a quel gesto: un presepe scaturito dalla fantasia di un bambino, orgoglioso di partecipare alla nostra mostra, depredato e distrutto da un altro bambino, forse della stessa età, di nascosto, furtivamente, con un preciso piano che stupisce chi non è bambino. Provo dolore di fronte ai genitori del piccolo artista che devono trovare il coraggio per dirgli che un coetaneo ha scelto di rubare la sua arte, piuttosto che ammirarla».

 Ora, sopra al presepe distrutto, campeggia un cartello con le immagini di com’era e l’appello a far girare la notizia. «La speranza – afferma Bardaro – è riposta nel fatto che un genitore o un familiare, vedendo quei pezzi in casa si renda conto dove sono stati presi e ci consenta di recuperarli e restituirli al piccolo che li aveva messi a disposizione». Intanto la mostra procede a gonfie vele, con numeri da record (Info www.presepipalestrina.it o Associazione Prenestina del Presepe su Facebook). Aumenta però l’esigenza di trovare presto una location alternativa per il 2019 quando la chiusura definitiva del convento potrebbe porre la parola fine ad una realtà così importante.

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