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Bomba a Roma nella sede degli Irriducibili Lazio, Diabolik: «Movente politico»

Bomba a Roma nella sede degli Irriducibili Lazio, Diabolik: «Movente politico»
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Lunedì 6 Maggio 2019, 10:19 - Ultimo aggiornamento: 21:32

L'ipotesi è di un'esplosione nella notte in seguito alla deflagrazione di un ordigno. Nella sede degli Irriducibili della Lazio, questa mattina alle 8, gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Appio, di pattuglia in via Amulio 47, hanno trovato una saracinesca leggermente alzata e annerita. La saracinesca si trova in corrispondenza della sede del gruppo ultrà. Nei pressi dell'ingresso della sede degli Irriducibili della Lazio a Roma sarebbero stati trovati dalla polizia frammenti di plastica parzialmente combusti e parti metalliche compatibili con un ordigno artigianale. Questi ritrovamenti da parte della polizia scientifica rendono accreditata l'ipotesi dell'esplosione di un ordigno artigianale che avrebbe annerito e in parte divelto la serranda. Inoltre alcuni abitanti degli edifici vicini alla sede degli ultras laziali, in via Amulio all'Appio, avrebbe sentito una deflagrazione nel cuore della notte. Sulla vicenda sono in corso indagini della Digos.

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«Se vogliono tornare al terrorismo degli anni '70, a quel clima, noi siamo pronti. Anzi, io non vedo l'ora e di certo non ci tiriamo indietro». Lo ha detto all'Adnkronos Fabrizio Piscitelli, il Diabolik degli Irriducibili Lazio commentando la bomba «alla crema», la chiama lui, fatta esplodere la notte scorsa davanti alla sede degli ultras in via Amulio, in zona Tuscolano.

«Siamo abituati a peggio - dice Piscitelli - paura mai, per carità; è chi ha messo la bomba che ha dimostrato di aver paura. È un atto vigliacco, fatto di notte: avrebbero potuto ferire chi dorme nei paraggi, in strada. Sanno dove stiamo, sanno dove abito e sanno bene che al di là di quella saracinesca c'è una associazione che si occupa del sociale, dove non si fa politica. Noi andiamo allo stadio, fine. Poi, certo, siamo fascisti, gli ultimi fascisti di Roma, e non rinneghiamo nulla». È un movente politico, dunque, ad aver armato la mano di chi ha lanciato l'ordigno rudimentale. «Se andiamo per logica - spiega Diabolik - quanto accaduto si può ricondurre a quella situazione (lo striscione su Mussolini esposto a corso Buenos Aires il 25 aprile scorso ndr) ma a quel punto, ripeto, non ci tiriamo indietro».


«Questi atti intimidatori non ci fermano». «L'attentato arriva dopo giorni in cui il gruppo Irriducibili è stato al centro di attacchi mediatici da stampa e tv. Siamo alle solite. I media creano n clima di tensione, dipingono i mostri, 'aprono' fascicoli delle questure e fomentano mani vigliacche». Così, in una nota, il gruppo degli ultras della Lazio dopo la bomba carta lanciata alle 4 della notte scorsa contro la sede nel quartiere Tuscolano. «I locali di via Amulio 41 - si legge ancora - oltre che essere la sede degli irriducibili Lazio, sono anche gli spazi in cui svolge le proprie attività l'associazione 'via Amulio' da sempre impegnata nel sociale con politiche di quartiere e a largo respiro. Questi atti intimidatori non fermano la nostra voglia di essere irriducibili».

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