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Roberto Gervaso, i funerali nella chiesa degli Artisti a piazza del Popolo

Roberto Gervaso, l'addio nella chiesa degli Artisti a piazza del Popolo
2 Minuti di Lettura
Sabato 6 Giugno 2020, 11:27 - Ultimo aggiornamento: 14:55

Folla ai funerali di Roberto Gervaso, nella chiesa degli artisti in piazza del Popolo, a Roma. Lo scrittore e giornalista è morto il 2 giugno scorso dopo essere stato ricoverato allo Ieo, l'Istituto Oncologico del capoluogo lombardo, da martedì scorso, per un aggravarsi del suo male. Negli ultimi giorni le sue condizioni erano ulteriormente peggiorate. In ospedale gli è sempre stata vicina la moglie e Gervaso aveva voluto portare con se i libri ai quali è più affezionato, a cominciare da Seneca. 
 

 



La bara del giornalista, ricoperta di girasoli e rose gialle, è uscita tra gli applausi delle gente dentro e fuori la Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo.  Ad accarezzare il feretro la figlia e i nipoti.

«Per noi giovani giornalisti Roberto Gervaso era una pietra miliare, un uomo libero, un giornalista libero, un intellettuale libero. Un esempio da seguire», ha detto l'europarlamentare Antonio Tajani all'uscita della Chiesa degli Artisti. 

 
 



«Un cervello indipendente, fuori dall'ordinario. Mi stupiva ogni volta quando faceva i suoi aforismi straordinari, ma poi ha scritto dei libri bellissimi e interessantissimi che divoravo. Sono suo coetaneo e ci intendevamo perfettamente. É stato uno storico che con Indro Montanelli ha divulgato la storia d'Italia. E poi la sua fantasia inesauribile, l'ho visto sempre inventare delle cose, prima sul Messaggero poi sul Mattino.  Per me è stato un grande dolore perché è un amico», il ricordo di  Renzo Arbore. 





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«Un grande amico, prendevamo sempre in giro tutti per scherzare, mi mancherà molto». È il ricordo del regista Pier Francesco Pingitore, entrando nella chiesa degli Artisti.

 

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