REDDITO DI CITTADINANZA

Roma, incassava il reddito di cittadinanza e lavorara in nero come cameriera

Sabato 21 Dicembre 2019 di Emanuele Rossi
Roma, incassava il reddito di cittadinanza e lavorara in nero come cameriera

Intascava da mesi il reddito di cittadinanza ma non ne aveva diritto. Tra i lavoratori “in nero” in un agriturismo di Ladispoli anche una donna 43enne residente in città. E’ stata un’operazione della Guardia di Finanza a portare alla luce una situazione di illegalità in due locali del litorale nord. Nell’agriturismo è stato appurato che una cameriera, oltre a non essere in regola poiché non dichiarava redditi, percepiva ingiustamente il reddito di cittadinanza. Sei persone, compresa la donna, lavoravano completamente in nero. Altre diciotto, anche loro non i regola, sono state individuate in un ristorante.
 
La “furbetta” è stata segnalata all’Inps per la cessazione del reddito di cittadinanza che non le spettava. Altri cinque colleghi lavoravano nell’agriturismo senza essere registrati dal titolare nonostante fossero particolarmente attivi negli allestimenti dei banchetti e nella realizzazione di eventi tra cui compleanni, matrimoni e feste di laurea. Le attività investigative della Fiamme Gialle non si sono fermate estendendosi anche in un ristorante della zona dove 18 lavoratori, tra camerieri e addetti alla cucina, sono risultati “abusivi”. A fronte del numero di dipendenti identificati durante le ispezioni, 14 erano completamente in nero e 3 irregolari per la violazione delle disposizioni sull’appalto di manodopera.
 
Già nei primi di dicembre in realtà erano scattati i primi accertamenti sempre nell’ambito della ristorazione. In quella occasione, in un altro agriturismo nelle campagne ladispolane, i lavoratori non regolarizzati erano 14, di cui 3 senza alcun contratto di assunzione. Alle forze dell’ordine non era passata inosservata la situazione di un’impresa che risultava non avere personale nonostante si occupasse di fatto della coltivazione di terreni e della preparazione di banchetti per cerimonie. Gli altri 11 sono stati invece censiti alle dipendenze di una cooperativa esente da obblighi fiscali e previdenziali. Un sistema che, in sostanza, consentiva di non pagare tasse. Al proprietario della struttura era stata comminata una maxi sanzione da 22mila euro. 
Nel 2019 i dati sono impietosi sommando tutti i casi tra il litorale e l’intera regione. Il Reparto del Comando provinciale, fino allo scorso novembre, ha scovato 885 lavoratori in nero e 139 irregolari, verbalizzando 508 datori di lavoro. Statistiche destinate ad impennarsi con il mese di dicembre. 
Inoltre 37 persone, tra Ladispoli, Cerveteri, Anzio, Nettuno e Pomezia, recentemente sono state denunciate per aver truffato l’erario percependo, mensilmente, dopo il decesso degli aventi diritto, la pensione ordinaria, l’assegno sociale o l’indennità di accompagnamento. Una truffa allo Stato. 

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