Coronavirus Roma, «Parchi e ville storiche da oggi cancelli chiusi». Pasticcio Villa Borghese

Coronavirus Roma, «Parchi e ville storiche da oggi cancelli chiusi». Pasticcio Villa Borghese
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Sabato 14 Marzo 2020, 10:59

Parchi chiusi fino al 25 marzo, ma Villa Borghese - nei fatti - aperta. Dopo aver visto in questi giorni mamme con i bambini, anziani, sportivi e studenti affollare ville storiche, giardini pubblici e aree giochi nonostante le restrizioni del decreto “io resto a casa”, Virginia Raggi ha cambiato idea: e da questa mattina queste strutture saranno chiuse alla cittadinanza per evitare assembramenti e facilitare il contagio da coronavirus.

Coronavirus, i sindaci chiudono i parchi: «Pericolo contagio»
Coronavirus, a Roma e Milano parchi e ville chiusi. In Italia già 4.000 denunce

La sindaca - che già nei giorni scorsi aveva ipotizzato una misura simile - ha seguito la strada già intrapresa da altri sui colleghi su scala nazionale come a Firenze, Bologna o Chieti. Ma un conto è sbarrare Villa Doria Pamphili o il Parco di Colle Oppio, che sono delimitati da cancellate, un altro è interdire il passaggio su Villa Borghese. Vuoi perché il più centrale e famoso parco capitolino è aperto, cioè senza portoni chiusi con inferriate; vuoi perché attraverso i suoi viali passano autobus e ambulanze che altrimenti sarebbero costretti ad allungare il loro tragitto, con non poche ripercussioni sulle utenze interessate. In poche parole, sarebbe il caos. Di conseguenza, facendo di necessità virtù, si può soltanto presidiare l’area con più pattuglie della polizia locale, per controllare che i romani con il bel tempo non si radunino lì per passare la giornata, non rispettando l’obbligo di distanza di un metro, la maggiore precauzione per evitare il contagio. Anche se il transito per inderogabili «motivazioni di lavoro, di salute e di strettissima necessità» o per fare attività sportiva all’aperto, dovrebbe essere consentito.

Il condizionale è d’obbligo perché l’ordinanza, emessa nella tarda serata di ieri, riguarda soltantoville, parchi e aree giochi recintati. Senza contare che nel pomeriggio di ieri il Comune e il dipartimento della Polizia locale hanno iniziato a discutere su come organizzare il presidio, che in questi giorni a Villa Borghese vede già la presenza in alcuni momenti della giornata anche di quattro pattuglie sui diversi lati d’ingresso. Che questo parco sarebbe stato difficile da blindare l’ha ammesso anche la sindaca, annunciando in aula Giulio Cesare la nuova misura. «Su Villa Borghese, dal momento che non è recintata, intensificheremo i controlli della polizia locale per evitare assembramenti», ha spiegato intervenendo in Consiglio. Per il resto ha confermato di aver deciso di bloccare l’ingresso a parchi, ville e giardini pubblici, che negli ultimi giorni avevano visto (soprattutto nelle ore mattutine) una forte presenza di avventori. «Stiamo lavorando a un’ordinanza per la loro chiusura». Come detto, già 48 ore fa il Campidoglio era pronto a emanare un’ordinanza in questa direzione, ma aveva desistito perché la linea del governo era diversa, finendo soltanto per potenziare il monitoraggio dei vigili in queste aree. Non a caso la sindaca, sempre ieri davanti all’Assemblea capitolina, ha anche sottolineato con un pizzico di polemica che «le persone vanno ancora nei parchi, complice il bel tempo e alcune indicazioni contrastanti. Abbiamo sentito ministri dire che si può andare nei parchi a passeggiare anche se da soli. È una misura dura, ma questo non è il momento di uscire». Il riferimento era sia al titolare degli Affari regionali, Francesco Boccia, sia a una circolare del Viminale che avevano ribadito che era consentito dal decreto “io resto a casa” fare una passeggiata e attività all’aperto, rispettando la distanza minima di un metro. Con il ministro che, però, aveva aggiunto che facendo una corsa si creavano non pochi problemi alle forze dell’ordine, deputate a controllare che non ci fossero assembramenti.
 
Allora che succederà da oggi a Villa Borghese? Per capirlo non è sufficiente l’ordinanza di ieri sera, ma un quadro della situazione si può già ricostruire. Intanto l’area sarà presidiata da più pattuglie della polizia locale e anche di altri corpi di polizia, vista la sua estensione. Sicuramente sarà consentito il passaggio ad autobus, ambulanze e taxi. Tenendo conto di quello che prevede il decreto governativo, con gli spostamenti essenziali autorizzati per «motivi di lavoro, di salute e di strettissima necessità», potrà, per esempio, attraversarlo a piedi chi da un punto all’altro della città ha fretta per portare medicinali a un parente malato oppure per un appuntamento di lavoro inderogabile, soprattutto se si svolgono mansioni di servizio per la cittadinanza. In ogni caso, si dovrà esibire alle forze dell’ordine l’autocertificazione, nella quale si giustifica il passaggio. E se questa verrà considerata dagli agenti non sufficiente, scatteranno la denuncia e le sanzioni penali previste per legge (multa fino a 206 euro e condanna fino a 3 mesi).

Si fa più complesso il discorso sull’attività sportiva. Come detto, la sindaca vuole interrompere gli assembramenti registrati nei parchi pubblici in questi giorni. Di conseguenza, vorrebbe ridurre al minimo indispensabile le presenze a Villa Borghese. Però il decreto governativo con le misure di contenimento non vieta l’attività sportiva all’aperto, se si mantiene la distanza minima. Risultato? Sarà molto difficile vietare ai romani di farsi una corsetta a Villa Borghese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA