ROMA

Pistola elettrica ai vigili urbani, il Comune di Roma non si adegua

Sabato 18 Gennaio 2020
Niente taser ai vigili urbani di Roma. Poco importa che il Consiglio dei ministri, ieri, abbia dato il via libera all’uso della pistola a impulsi elettrici, da parte delle forze dell’ordine. La posizione rimane la stessa: no alla sperimentazione, come ribadito anche prima di Natale in sede di approvazione del bilancio. Ma la partita potrebbe riaprirsi dopo che il quadro normativo nazionale cambierà e, allora, la discussione in aula Giulio Cesare potrebbe arricchirsi di nuovi spunti di riflessione ed elementi da valutare, «ma solo se la questione tornerà all’ordine del giorno, al momento non è in programma», fanno sapere fonti di palazzo Senatorio, che non sembra mostrare interesse a riprendere il discorso. Finora, per ben due volte Roma Capitale ha detto «no» all’introduzione della pistola che spara scariche elettriche nella dotazione della Municipale, anche in via sperimentale. La prima a giugno, la seconda, alla fine dell’anno, in occasione dell’approvazione del bilancio, quando l’emendamento presentato da Maurizio Politi (Lega) è stato bocciato in maniera compatta da Pd e M5S, «sebbene all’interno dei grillini si fosse registrato qualche tentennamento», afferma il leghista.

Il regolamento licenziato ieri dal Cdm, dopo essere passato al vaglio del Consiglio di Stato e, quindi, ritornato a Palazzo Chigi, verrà formalizzato con un provvedimento normativo. Una decisione netta e cristallizzata della compagine rossogialla nazionale a favore della dotazione del taser alle forze dell’ordine, anche se non coinvolge direttamente la polizia locale su cui ha competenza il Comune di appartenenza, a quel punto, potrebbe fare riprendere coraggio ai “possibilisti” che siedono sugli scranni della maggioranza nell’aula Giulio Cesare fino a ribaltare il verdetto e dare il nulla osta alla sperimentazione. Per ora solo una congettura che però potrebbe acquistare forza sotto la spinta degli agenti stessi.

Favorevoli al taser, infatti, si sono espresse a oggi diverse sigle sindacali all’interno della Polizia locale, Ugl e Sulpl in testa, che lo ritengono «uno strumento ormai indispensabile in un contesto metropolitano incandescente» e «molto più agevole, ad esempio, della pistola». Dal 2011, infatti, la dotazione dell’arma è diventata obbligatoria per tutti i nuovi assunti, mentre fino ad allora (a partire dal 2008) era facoltativa e su base volontaria. La pistola, tuttavia, rispetto ai compiti “di routine” dei vigili urbani rischia di rivelarsi uno strumento sproporzionato, mentre il taser potrebbe essere d’aiuto per gestire più facilmente situazioni a rischio, specialmente quando i caschi bianchi si trovano alle prese con drogati, ubriachi e più in generale con persone alterate e aggressive.

Motivo per cui gli agenti avrebbero richiesto anche l’utilizzo dello spray urticante a getto balistico, più preciso ed efficace di quello “conico” delle bombolette. «Il potenziamento dei dispositivi individuali di protezione è sempre un addendum positivo - spiega Raffaele Paciocca, Rsu della Cisl fp - ma bisogna prima di tutto ridisegnare la polizia locale equiparandola alle altre forze dell’ordine sotto il profilo assistenziale, previdenziale e infortunistico. I vigili sono sempre in prima linea, specie in una città difficile come Roma, eppure sono considerati normali impiegati». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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