La metro A di Roma e la mostra omaggio a Jessica, la dipendente uccisa da una malattia

La metro A di Roma e l'omaggio a Jessica, la dipendente uccisa da una malattia
di Laura Bogliolo
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Mercoledì 14 Luglio 2021, 07:47 - Ultimo aggiornamento: 08:45

«Le avevo regalato un quaderno perché amava scrivere, quando è stata strappata alla vita il papà me lo ha fatto leggere e dentro ho scoperto il suo più grande desiderio, esporre le foto che aveva scattato in giro per il mondo». Federica Simoni non riesce a trattenere le lacrime mentre parla della sua migliore amica e collega. E racconta di quelle immagini dove il suo talento vive ancora e che ora sono in mostra alla stazione Cipro della linea A della metropolitana fino al 15 ottobre.

Metro Cipro, la mostra per Jessica

 

Occhi nerissimi, il sorriso e il cuore accoglienti, l'amore senza limiti per la nipotina, l'affetto per la sua famiglia e l'impegno instancabile nel lavoro. Jessica Marchese, 46 anni, era una operatrice di stazione, dipendente Atac dal 2000. E chissà quanti romani viaggiatori hanno incrociato il suo sguardo nella stazione Cipro, chissà quanti di noi ha aiutato fornendo informazioni e assistenza.

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IL DOLORE
Jessica è scomparsa prematuramente per una malattia bastarda a settembre. «È accaduto tutto in pochi mesi - racconta Federica - a maggio si è sentita male e abbiamo sperato fino all'ultimo che ce la facesse, volevamo riabbracciarla, vederla di nuovo al lavoro insieme a noi, ma l'abbiamo persa». In quattro mesi Jessica se ne è andata e Federica non ha mai dimenticato la grande passione per la fotografia: da subito insieme ad altri colleghi dell'Atac ha pensato di organizzare una mostra con le sue opere. «Ci siamo attivati con l'azienda nella quale abbiamo trovato un ottimo riscontro - dice la collega - Cipro era la stazione dove lavorava e non c'è modo migliore per ricordarla esponendo le sue foto, quegli scatti dove c'è tutta la sua passione, il suo talento e la voglia di vivere e scoprire il mondo viaggiando».

«La morte di Jessica è una tragedia per la nostra famiglia - dice Matteo, uno dei fratelli della talentuosa e dolcissima dipendente Atac - in quattro mesi se ne è andata e a causa del Covid quando era ricoverata non sono potuto starle vicino come avrei voluto». Neanche Federica ha potuto viste le severissime norme contro i pericoli derivanti dal contagio. «È una cosa che non mi perdono - spiega - mi diceva che appena uscita dall'ospedale saremmo dovute andare al mare a vedere il tramonto e invece non abbiamo fatto in tempo». E ancora: «Era una persona speciale, con una grande sensibilità ed è impossibile dimenticarla». «Siamo molto contenti della mostra fotografica - aggiunge il fratello Matteo - sarebbe stata felice, ringrazio davvero Federica, i colleghi e l'Atac per questa bellissima iniziativa».

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LA SOLIDARIETÀ
Jessica non voleva fiori, lo aveva chiesto espressamente. E allora i colleghi hanno deciso di organizzare un raccolta di fondi a favore della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, la malattia che ha strappato via Jessica. «La stazione Cipro parla di lei - si legge sul post del gruppo Facebook di Atac - Un affettuoso omaggio alla collega operatrice di stazione che ci ha lasciati, prematuramente, a settembre scorso: era una persona discreta, sensibile e talentuosa. Amava viaggiare e aveva la passione per la fotografia. I colleghi hanno voluto esaudire il suo sogno allestendo questa personale, in segno di riconoscimento e tributo alle sue indiscutibili abilità nell'osservare e ritrarre i luoghi incontrati lungo il suo cammino».
E tra i commenti ieri c'era già chi chiedeva di far diventare permanente la mostra che da qualche ora solleva gli animi e i cuori di tutti i viaggiatori.
 

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