LUCA SACCHI

Luca Sacchi trattenuto fuori dal pub: l'amico Munoz rischia il favoreggiamento

Venerdì 6 Dicembre 2019 di Camilla Mozzetti e Giuseppe Scarpa
Omicidio Luca Sacchi, Munoz rischia il favoreggiamento

Non ha detto quello che ha visto durante la trattativa per l’acquisto di 15 chili di marijuana eppure uno degli intermediari di Valerio Del Grosso – Simone Piromalli ritenuto dalla Procura «il più sincero con ogni evidenza» – ha messo a verbale che la sera del 23 ottobre di fronte al “John Cabot” c’erano «tre ragazzi e una ragazza» interessati all’affare. Tra loro, oltre a Giovanni Princi, Luca Sacchi e Anastasia Kylemnyk, dovrebbe esserci stato anche Domenico Costanzo Munoz che tuttavia, ascoltato dai carabinieri, non ha fatto cenno all’incontro. 

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LE DISCORDANZE
La sua narrazione risulta essere totalmente diversa da quella offerta da uno dei due intermediari del pasticcere di Casal Monastero ed è per questo che pur non potendogli contestare la detenzione ai fini di spaccio (perché semplice spettatore), gli inquirenti, tuttavia, stanno valutando l’ipotesi di poterlo indagare per favoreggiamento. 
La sua posizione, fino ad oggi, è rimasta marginale ma sono le sue parole messe a verbale la notte dell’omicidio e poi lo scorso 30 ottobre di fronte ai carabinieri del Nucleo investigativo a contrastare con quanto riferito dal Piromalli. Domenico Munoz è un ragazzo cileno di 26 anni, amico di Luca Sacchi ma anche di Giovanni Princi. Lo dimostra il fatto che quando quest’ultimo viene fermato durante un controllo stradale lo scorso ottobre – prima che la polizia rinvenisse in un box abbandonato vicino al suo una partita di erba –, e viene trovato con qualche grammo di marijuana, Munoz è in macchina con lui. Potrebbe non aver detto tutta la verità ai carabinieri. 
Nel primo pomeriggio dello scorso 30 ottobre, Munoz varca l’ingresso di via In Selci e racconta in modo più puntuale rispetto a quanto fatto la notte del 24, i particolari di quella sera. Poco dopo le 22.20 dice di aver ricevuto su “Signal” – una chat che non lascia memoria dei messaggi – un invito di Luca Sacchi a stare in sua compagnia. 
 

 

LA RICOSTRUZIONE
Dieci minuti più tardi il ragazzo incontra il personal trainer e la fidanzata Anastasia all’altezza della scuola elementare “Mommsen”. I tre fanno pochi passi e poi si siedono su una panchina dove resteranno dice Munoz «fino a poco prima delle 23». Negli stessi momenti in cui la Smart di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino fanno un primo passaggio in zona a velocità moderata su via Mommsen senza fermarsi (22.56). Munoz dirà ai carabinieri «non abbiamo incontrato nessuno sul marciapiedi né qualcuno ci ha salutati da un veicolo in transito». I tre si accordano per andare al pub: «avevo fame – dice Munoz – perché non avevo mangiato e Luca mi diceva di andare al vicino pub “John Cabot”». Solo che i tre, con Anastasia presente insieme al suo zainetto, tergiversano qualche minuto. Non si dirigono speditamente nel locale perché Munoz sta fumando una sigaretta. «Siamo giunti all’angolo opposto della piazza, tra via Mommsen e via Bartoloni dove ci siamo fermati – mette a verbale il cileno – perché stavo finendo di fumare una sigaretta».
 

E ancora: «Avremmo percorso via Mommsen, in direzione del pub, in un minuto, siamo rimasti fermi all’angolo, di fronte al pub, un minuto al massimo, anche perché la sigaretta era quasi finita». 
Sono le 23.01 e sulla scena tornano Del Grosso e Pirino. «Quasi contestualmente sopraggiungeva un’autovettura – spiega ancora Munoz – che si fermava in via Mommsen in doppia fila, qualche secondo dopo ho sentito alla mie spalle una voce che urlava “dacce la borsa”». Il resto è noto. Ma se Munoz, Sacchi e Anastasia, fossero entrati prima nel pub, i due di Casal Monastero al loro ritorno non avrebbero trovato nessuno in strada. 
 

Ultimo aggiornamento: 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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