LUCA SACCHI

Luca Sacchi, Anastasia e le contraddizioni: dai testimoni che l'accusano al silenzio dopo il delitto

Giovedì 5 Dicembre 2019 di Valentina Errante
Luca Sacchi, Anastasia e le contraddizioni: dai testimoni che l'accusano al silenzio dopo il delitto

Le ombre non sono state dissipate. Sulla ricostruzione delle ore precedenti all'incontro che ha portato alla morte di Luca Sacchi, i dubbi restano. Ed è ancora la versione di Anastasia, la fidanzata di Luca, ad essere contraddetta. Le testimonianze sembrano smentire la sua versione: è lei che poggia lo zaino con i soldi accanto al pusher. Lei che lo riprende. Almeno secondo il verbale di Valerio Rispoli, emissario di Del Grosso che si presenta al pub per controllare se i clienti abbiano denaro sufficiente per comprare droga. Mentre Simone Piromalli racconta di avere notato che «tre ragazzi e una ragazza» erano interessati ad acquistare. Ma è il silenzio, che si protrae per oltre un mese dopo la morte del fidanzato, a rendere, anche agli occhi degli inquirenti, la posizione della ragazza più che ambigua. Sentita subito dopo il delitto, Nastja non parla di soldi né di una busta nascosta all'interno della borsa che Paolo Pirino e Valerio Del Grosso le hanno rubato. Né alla luce degli arresti e della ricostruzione successiva sente l'esigenza di presentarsi in procura per collaborare alle indagini.

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LO ZAINO
Sono le 21 del 23 ottobre, quando Rispoli telefona a Del Grosso. Il pusher gli chiede di andare in via Latina per incontrare alcune persone e verificare «il possesso da parte di costoro di una somma non specificata, necessaria all'acquisto di merce». L'appuntamento, dice Rispoli a verbale, era alle 21.30 e la persona da incontrare era in possesso di un marsupio. Per la sua prestazione Rispoli sapeva che avrebbe ricevuto un compenso. E anche Simone Piromalli che, con lui, va al pub John Cabot. «Nel luogo prestabilito - dice Rispoli - era presente solamente un soggetto con un marsupio, l'avevo già incontrato a una cena tra amici al ristorante I Carnivori in zona Tuscolana, si chiama Giovanni». Rispoli si avvicina a Giovanni (Princi) e gli dice che si trova sul posto per conto di Del Grosso. «In tale frangente - si legge nel verbale - si era avvicinata una ragazza ed aveva lasciato uno zaino accanto ad un veicolo, per poi allontanarsi; Giovanni si era avvicinato alla macchina e, dopo aver prelevato lo zaino, di colore rosa, si è avvicinato a me e mi ha mostrato il contenuto: due mazzette di banconote, una da 20 euro e una da 50 euro; Giovanni poi ha chiuso lo zaino e lo ha appoggiato alla macchina; in quel momento, la ragazza ha ripreso lo zaino». Il ruolo di Princi sembra piuttosto quello dell'intermediario e non del proprietario dei soldi. È a quel punto che Rispoli rassicura del Grosso sul fatto che i clienti possono pagare.

LA RAGAZZA
Piromalli racconta una versione leggermente differente nei dettagli, ma dà pure lui ad Anastasia un ruolo attivo nell'acquisto della droga. Ricostruendo le fasi della contrattazione che hanno preceduto il delitto dice: «Rispoli si è avvicinato a uno del gruppo (Princi) mentre io rimanevo a distanza. La ragazza estraeva una mazzetta di soldi dalla propria borsetta di colore rosa che mostrava a Rispoli. Dopodiché Rispoli accendeva una sigaretta di marijuana e la passava ai presenti. Dopo circa mezz'ora giungeva Del Grosso insieme a un ragazzo che guidava una Smart. Del Grosso e Rispoli si interfacciavano sempre con lo stesso ragazzo». Quando Sacchi viene ucciso, Piromalli è dentro al locale. Esce subito, vede Anastasia a terra sul corpo di Luca: «Era la stessa ragazza che in precedenza aveva estratto i soldi dalla borsa rosa e anche il ragazzo disteso a terra faceva parte del gruppo con cui ci eravamo in precedenza incontrati».

L'INCONTRO
Per gli inquirenti la conversazione delle 22,48 tra Del Grosso e Marcello De Propris, suo fornitore, che gli presterà la pistola usata per l'omicidio, è significativa: «Sto n attimo a perde tempo... è un po' ambigua la situazione, sai? Non poi capì Marcè quanti so', non poi capiì... me sta a partì la brocca proprio de brutto». Annotano gli investigatori: «Del Grosso, dopo aver incontrato Pinci e Anastasia (così come indicato dalle dichiarazioni di Rispoli e Piromalli) e aver constatato la presenza di molte più persone di quanto preventivato, spiegava di essersi innervosito aDe Propris».
Sentita a verbale dopo i fatti Anastasia non parla del contenuto dello zaino. Ma nulla aggiunge neppure nelle settimane successive, con grande sorpresa degli inquirenti non sceglie di presentarsi per fornire elementi utili. Non è lei a fare il nome di Princi. Ma gli amici di Del Grosso. Eppure, quando l'amico di Luca viene arrestato e anche a lei viene notificata la misura cautelare in caserma gli urla contro: «È colpa tua».

Ultimo aggiornamento: 08:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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