No Green pass, tam tam su Telegram per preparare il blitz a Roma. Viminale, flop della linea morbida

Pochi poliziotti in piazza del Popolo: il corteo ne approfitta per spostarsi

No Green pass, il blitz a Roma preparato su Telegram: Viminale, flop della linea morbida
di Cristiana Mangani
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Domenica 10 Ottobre 2021, 00:52 - Ultimo aggiornamento: 10:13

A metà pomeriggio di ieri, quando diecimila persone sono a piazza del Popolo, quella che era solo una percezione di rischio diventa una realtà: troppo poche le forze dell’ordine schierate, mentre Giuliano Castellino, leader di Forza nuova, un curriculum con tanti arresti, tre Daspo e un’infinità di reati, agita la piazza. Ci vorranno delle ore per riportare l’ordine e, in mezzo ci finisce la Cgil, con un assalto alla sede di Corso d’Italia, e un pericoloso sit-in a due passi da Palazzo Chigi. Qualcosa non è andata per il verso giusto, e nei Palazzi della politica si sta ragionando su una possibile sottovalutazione.

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Roma, il caos in un attimo

Quanto successo ieri pomeriggio ricorda il mega rave party organizzato abusivamente nel viterbese, quando è stato permesso a migliaia di scalmanati di assembrarsi, bere, intossicarsi, ballare senza pensare affatto al Covid e alle regole da rispettare, per giornate intere. Si è preferito non sgomberare e lasciare che la manifestazione finisse da sola. Quasi per timore dei possibili effetti sull’ordine pubblico. Ieri, la scena si è ripetuta, e così qualche centinaio di estremisti di destra, quasi tutti appartenenti a Forza nuova, sono riusciti a mischiarsi alle mamme con i passeggini, ai lavoratori non vaccinati che, in vista del 15 ottobre, data in cui il Green pass diventerà obbligatorio, stanno provando a fare pressioni sul governo. E in un attimo è stato il caos. 

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La strategia

Come mai una manifestazione di questa portata non è stata intercettata? E perché le forze dell’ordine non sono riuscite a “chiudere” i violenti dentro piazza del Popolo? Al Viminale, la linea che prevale è la stessa di sempre: «C’erano bambini, famiglie, gente che manifestava pacificamente, come si poteva intervenire più pesantemente? È stato meglio contenerli o caricarli?». Inoltre - spiegano - «le ripetute cariche di alleggerimento e contenimento hanno impedito ai manifestanti di raggiungere i palazzi delle Istituzioni, e hanno ugualmente consentito ai manifestanti pacifici di esprimere il loro dissenso». C’è anche da dire che deve avere pesato sulla scelta di una linea “morbida” la preoccupazione di far circolare immagini nelle quali si vedevano agenti manganellare le persone. E, alla fine, la decisione poco interventista ha facilitato gli assalti di Castellino e soci che l’hanno fatta da padroni, soprattutto quando sono riusciti ad arrivare alla sede della Cgil.

Dopo il flop della manifestazione organizzata davanti alle stazioni nei giorni in cui il Green pass diventava obbligatorio sui treni, gli agitatori della protesta hanno preparato il blitz passandosi informazioni sui canali Telegram. Hanno scelto obiettivi da colpire, tentando di arrivare già nelle scorse settimane alla sede Rai e ieri alla Cgil. E ora al ministero dell’Interno ammettono di essere preoccupati, perché il 15 ottobre è vicino e le reazioni di chi protesta potrebbero continuare a crescere. Inoltre, gli estremisti di destra che alimentano il dissenso hanno mostrato che la loro azione è diventata imprevedibile e che potrebbero colpire ovunque. Senza contare che sono otto milioni le persone non vaccinate e che, tra questi, altri potrebbero decidere di unirsi alla guerriglia.

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L’intervento

In serata, comunque, a ribadire la scelta della linea da tenere in piazza e a mostrare solidarietà alle forze dell’ordine, ci ha pensato la ministra Lamorgese. «Esprimo la mia solidarietà alle forze di polizia che, in una giornata difficile per l’ordine pubblico hanno agito con equilibrio e professionalità per fronteggiare intollerabili atti di violenza anche contro sedi delle istituzioni - ha dichiarato -. Ho telefonato al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al quale ho espresso la mia vicinanza per il gravissimo assalto che ha subito la sede del suo sindacato. Auspico che tutte le forze politiche esprimano ferma e incondizionata condanna contro inammissibili manifestazioni violente che, per la loro inquietante carica eversiva, nulla hanno a che fare con la legittima espressione del dissenso».
 

 
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