Statali e Green pass: le regole per tornare in ufficio. Niente smart working e stop stipendio per chi è senza certificato

Le linee guida dei ministri Brunetta e Speranza: saranno valide dal 15 ottobre. Niente smart working per chi è senza certificato

Statali e Green pass: le regole per tornare in ufficio. Niente smart working e stop stipendio per chi è senza certificato
di Luca Cifoni
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Sabato 9 Ottobre 2021, 22:36 - Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre, 17:44

Il 15 ottobre è una data importante per il pubblico impiego: in quel giorno - venerdì prossimo - è previsto il ritorno in presenza dopo la fase dello smart working legato al Covid e contemporaneamente - come per il resto del mondo del lavoro - scatterà l’obbligo di Green pass, con i conseguenti controlli. Il presidente del Consiglio sta per firmare le linee guida messe a punto dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e dal titolare della Salute Roberto Speranza. Il provvedimento, che riguarda tutte le 32 mila amministrazioni pubbliche italiane, aveva già ricevuto tre giorni fa il via libera della Conferenza unificata (quindi di Regioni e Comuni) e ora attende solo questo ultimo passaggio formale per essere pienamente operativo.

Il principio di base per quanto riguarda l’uso della certificazione verde è che - a parte gli esenti dalla campagna vaccinale sulla base di adeguata certificazione medica - non sono ammesse eccezioni all’obbligo, per coloro che lavorano: non solo i dipendenti ma anche tutte le altre persone che per vari motivi devono accedere alle strutture. Dunque esclusivamente gli utenti potranno entrare negli uffici pubblici sprovvisti di Green pass. E l’obbligo non esclude nemmeno coloro che eventualmente fossero destinati al lavoro agile, che pure sarà ridotto sensibilmente rispetto all’organizzazione scattata con il lock down: anzi indirizzare coloro che non hanno il certificato a questa forma di svolgimento della prestazione lavorativa sarà considerato una forma di elusione della norma.

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IL DECRETO

Un punto molto delicato è naturalmente quello dei controlli: toccherà eseguirli ai datori di lavoro e dunque alle amministrazioni statali e locali, che si dovranno di conseguenza organizzare. Le verifiche saranno sia all’accesso, con la massima attenzione ad evitare assembramenti, sia a campione. Una novità importante arriva grazie al recentissimo decreto sulle riaperture: in base all’articolo 3 i datori di lavoro (inclusi quindi quelli pubblici) per specifiche esigenze organizzative finalizzate a garantire l’efficace programmazione del lavoro, potranno chiedere ai lavoratori - che saranno tenuti a renderle - le comunicazioni relative al possesso della certificazione verde, con un preavviso necessario a soddisfare le esigenze organizzative. Dunque la richiesta del Green pass potrà avvenire anche in anticipo.

Saranno disponibili anche una serie di strumenti tecnici specifici. Grazie ad un apposito pacchetto di sviluppo la verifica del Green pass potrà essere integrata nei sistemi di controllo agli accessi fisici o della temperatura. Per le amministrazioni che usano la piattaforma NoiPa del ministero dell’Economia sarà poi possibile l’interazione con la piattaforma nazionale DGC per la certificazione verde. Per tutte le amministrazioni con più di 50 dipendenti, con priorità per quelle che non usano la piattaforma NoiPa, ci sarà invece un nuovo servizio sul portale istituzionale dell’Inps che provvederà a interrogare come intermediario proprio la piattaforma DGC
Infine resta la possibilità - come soluzione alternativa - di fare ricorso all’applicazione VerificaC 19 ampiamente diffusa e disponibili per i principali smartphone.

 

Gli obbligati. Dipendenti e visitatori

Dal 15 ottobre scatta l’obbligo di possedere e di esibire su richiesta, il Green pass per i dipendenti di tutte le amministrazioni pubbliche. La carta “verde”, secondo l‘indirizzo indicato dalla Funzione pubblica, è condizione per l’accesso al luogo di lavoro e per lo svolgimento della prestazione lavorativa. Oltre al personale dipendente qualunque altro soggetto che intenda accedere a un ufficio pubblico - eccetto gli utenti - dovrà dunque essere munito di «green pass». Quindi sono inclusi i visitatori, le autorità politiche, i lavoratori di soggetti terzi che svolgano attività a favore della Pubblica amministrazione e gli addetti alla manutenzione.

Gli esclusi. Esenti da vaccino non coinvolti

Oltre agli utenti che accedono agli uffici pubblici, sono esclusi dall’obbligo di Green pass per accedere nel luogo di lavoro i soggetti dipendenti della Pa esenti dalla campagna vaccinale sulla base di certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti dal ministero della salute. Secondo il Ministero della Salute, La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea. Chi ha l’esenzione deve comunque essere informato sulla necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione.

I controlli. Verifiche al 20% o a tappeto

Ciascuna amministrazione è autonoma nell’organizzare i controlli. È auspicabile, tuttavia, specifica la Funzione pubblica, che vengano utilizzate modalità di accertamento che non determinino ritardo o code all’ingresso e che siano compatibili con la disciplina in materia di privacy. L’accertamento potrà essere giornaliero e preferibilmente all’accesso della struttura, ovvero a campione (in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici. Saranno rese disponibili in tempo utile specifiche funzionalità per la verifica automatizzata dei green pass da parte delle amministrazioni.

L’isolamento. Resta l’obbligo di quarantena

Il possesso della certificazione verde, avvertono le linee guida del Ministro Brunetta, non fa venir meno gli obblighi di isolamento e di comunicazione in capo a chi dovesse contrarre il Covid-19 o trovarsi in quarantena. Quindi nel caso un soggetto sia risultato positivo deve restare in isolamento a casa e non uscire a meno che non sia necessario per assistenza medica: devono anche stare lontane dagli altri familiari. Chi invece, vaccinato, è stato esposto a un caso confermato di Covid deve osservare 7 giorni di quarantena ed effettuare un test molecolare o antigenico. In alternativa deve stare 14 giorni di quarantena anche in assenza di test diagnostico.

Le sanzioni. Stop stipendio, in pensione dopo

È previsto che il lavoratore trovato senza green pass debba essere allontanato dalla sede di servizio: sarà considerato assente ingiustificato fino all’esibizione del certificato. Nel periodo di assenza rientrano anche le eventuali giornate festive o non lavorative. In relazione alle giornate di assenza ingiustificata, al lavoratore non sono dovuti né la retribuzione né altro compenso o emolumento, incluse le componenti di natura previdenziale. I mancati contributi potranno quindi ritardare la pensione. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la corrispondente perdita di anzianità di servizio.

Lavoro agile. Nessun “trucco” per eludere

Anche se dal 15 ottobre la modalità normale di lavoro per i dipendenti pubblici sarà quella in presenza, resterà possibile in misura limitata il ricorso al lavoro agile, in attesa dei nuovi assetti contrattuali che dovranno regolare la materi. Tuttavia il ricorso allo smart working non potrà essere un modo di eludere l’obbligo di green pass: nelle linee guida è esplicitamente specificato che non sarà consentito individuare i lavoratori da adibire a lavoro agile sulla base del mancato possesso del green pass o dell’impossibilità di esibire la certificazione. Di fatto quindi senza la certificazione sarà impossibile lavorare da casa e si applicheranno comunque le sanzioni.

Gli orari. Entrata e uscita con flessibilità

Dal 15 ottobre il personale della Pubblica amministrazione tornerà a lavorare in presenza. Questa scadenza coincide quindi con quella dell’obbligatorietà del green pass per tutti i lavoratori italiani, pubblici o privati. Si pone anche un problema di flussi: al fine di non concentrare un numero eccessivo di personale ai punti di accesso e di verifica del possesso del green pass, ogni amministrazione dovrà provvedere ad ampliare le fasce di ingresso e di uscita dalle sedi di lavoro del personale alle proprie dipendenze. Nelle strutture che non hanno spazi sufficienti per il rispetto delle distanze di sicurezza potranno anche essere previste delle turnazioni.

I trasporti. Spostamenti con nuovi piani

L’obbligo di green pass insieme con il ritorno in presenza dei dipendenti pubblici richiederà una buona dose di flessibilità anche nelle città I mobility manager aziendali delle amministrazioni pubbliche (istituiti da poco) dovranno elaborare i piani degli spostamenti casa lavoro di propria competenza, tenendo conto delle disposizioni relative all’ampliamento delle fasce di ingresso e di uscita dalle sedi di lavoro. I Comuni svolgeranno un’azione di raccordo costante con i mobility manager aziendali. Le Regioni e gli enti locali dovranno emanare apposite disposizioni per adeguare tempestivamente i piani di trasporto pubblico locale alle nuove fasce di flessibilità della Pa.

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