Garbatella, case evacuate a Roma: «Rimossa una colonna portante»

Garbatella, case evacuate a Roma: «Rimossa una colonna portante»
di Flaminia Savelli
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Sabato 14 Agosto 2021, 06:56 - Ultimo aggiornamento: 23:36

Le crepe sui muri sono state solo l'ultimo campanello d'allarme. Prima, gli inquilini delle case Ater nel lotto 16 di via Fausto Vettor al civico 32 alla Garbatella, hanno fatto i conti con porte e finestre che non si chiudevano per un pericoloso dislivello. Così dal 2010 al 2017 e ancora nel 2019, hanno richiesto a più riprese gli interventi dei vigili del Fuoco. Le relazioni sono state via via consegnate ma non è stato eseguito nessun intervento. Poi, l'ultima richiesta per un'altra crepa, ma all'esterno. Su una delle facciate tra la scala A e la B. Dai periti e dai tecnici è arrivato questa volta l'ordine di evacuare le due palazzine per danni strutturali. In tutto dieci famiglie, tra mercoledì e giovedì, sono state allontanate dagli edifici. Durante l'ultimo sopralluogo infatti, sono stati accertati problemi alle fondamenta.
I TEMPI
Secondo quanto ricostruito, durante alcuni lavori di ristrutturazione all'interno di un locale adiacente, è stata eliminata una colonna portante. Questo avrebbe causato i primi problemi di stabilità.

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Ora, i condomini sono in attesa dell'ultima perizia: i tecnici e gli ingegneri dovranno stabilire se la ristrutturazione potrà essere eseguite con le famiglie all'interno delle palazzine. O se invece, per rientrare nelle loro abitazioni, dovranno attendere i tempi - lunghi - del termine dei lavori. Intanto da ieri le palazzine A e B sono sotto sequestro. Le famiglie hanno lasciato le loro abitazioni: alcune si sono organizzate trasferendosi dai parenti o da amici. Altre invece, sono state alloggiate in alcuni locali alla stazione Termini.

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Fino a ieri mattina, accompagnati dai responsabili dell'Ater, gli è stato dato il permesso di rientrare per recuperare abiti e generi di prima necessità. Mentre la disposizione si è allargata anche ai locali commerciali di via Vettor Fausto.

Si tratta di negozi e attività confinanti con le due palazzine e che dovranno restare chiuse almeno fino al termine dei sopralluoghi. Con i tempi che restano incerti e che si allungheranno fino alla prossima settimana.

 

«Non ci aspettavamo questa decisione anche se la situazione e le condizioni strutturali delle palazzi è seria» commenta Monica Freddi, residente nella scala C.

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GLI INQUILINI
«Anche nella mia palazzina ci sono molti problemi - spiega Monica - soprattutto alle finestre sia delle scale che negli appartamenti. Lo stesso per i balconcini. Quest'inverno quando sono venuti i vigili del Fuoco per un sopralluogo hanno tolto i vetri alle finestre delle scale. Erano pericolosi e rischiavano di cadere. Poi nessuno è venuto a rimetterne di nuovi o a sostituire la finestra. Quindi ora - racconta - quando piove, entra l'acqua in tutto il palazzo». All'esterno sono visibili i segni di cedimento in alcune parti della facciata. Il timore però delle famiglie della palazzina C è che si ripeta lo stesso copione: «Dopo anni di rinvii e rimandi, sono arrivati una mattina e a tutti i nostri vicini hanno ordinato di lasciare le loro case. Io con i miei figli non saprei dove andare per questo abbiamo richiesto almeno i piccoli interventi di ristrutturazione della facciata».

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I cornicioni dei balconcini si stanno sbriciolando mentre le persiane sono ormai inutilizzabili: «Il legno è marcito ma il problema, anche in questo caso, è strutturale e riguarda la parte portante della finestra. Senza un intervento all'intonaco, non posso cambiarla. I periti comunque ci hanno assicurato che la nostra situazione non è a rischio come quella dei nostri vicini. Le fondamenta del nostro palazzo non hanno subito danneggiamenti anche se, pure nel nostro lotto, sono visibili dislivelli » conclude Monica.
 

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