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A Roma gara di solidarietà per i bus con gli aiuti all'Ucraina: «E torniamo con i profughi»

A Roma gara di solidarietà per i bus con gli aiuti all'Ucraina: «E torniamo con i profughi»
di Laura Bogliolo
4 Minuti di Lettura
Martedì 1 Marzo 2022, 12:08 - Ultimo aggiornamento: 12:14

«Avevo dieci anni, ero a casa con mio fratello più piccolo, sentivamo sparare in strada: quando ho saputo dell'invasione russa ho subito immaginato come potessero sentirsi i bimbi dell'Ucraina». Gabriela Rosa Lazzaro, 43 anni, argentina, nelle pieghe della memoria ha ancora la paura di quei giorni per gli stravolgimenti politici del 1989 nella sua terra. Quel sentimento e l'amicizia per Liuba, ucraina, hanno attivato una catena di solidarietà nel quartiere Ardeatino-Tor Marancia. Piazza Lante Federico Marcello si è trasformata in poco tempo in un abbraccio a Liuba: vive da 20 anni nel quartiere e ha uno dei due figli in Ucraina. La catena di solidarietà ha riempito di pacchi con aiuti uno dei pullman partiti domenica per l'Ucraina da Ostiense.

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LA SOLIDARIETÀ
Gabriela nella sua agenzia di viaggi Fragolina insieme a Liuba ha confezionato gli scatoloni, intanto la vicina farmacia Martino ha avviato una raccolta. «Abbiamo proposto medicinali a prezzo di costo da donare agli ucraini - racconta il farmacista Massimiliano Morreale, 54 anni - la gente del quartiere ha dato una grande risposta prendendo pannolini, latte in polvere, antinfiammatori e tanti altri medicinali». Ha voluto partecipare anche Asser, 24 anni, fruttivendolo delle Primizie di Mimmo: «Ho perso mio padre a 18 anni, so cosa significhi la sofferenza, ho visto in televisione ragazzi della mia età imbracciare un fucile, ho visto una bravissima signora come Liuba soffrire per la sua famiglia rimasta in Ucraina, allora ho preso una cassetta e l'ho riempita con un po' di prodotti, ho raccontato la storia ai miei clienti e molti hanno partecipato». Fuori il negozio è appesa la locandina con i colori della bandiera ucraina e l'indicazione dei punti di raccolta: l'agenzia di viaggi, la farmacia e il bar Lante che, tra l'altro, ha messo a disposizione uno spazio per accatastare i molti pacchi donati. Ha partecipato anche la tabaccheria di via Sartorio. «C'è stata una risposta eccezionale - racconta Gabriela - conosco Liuba da tempo perché i nostri figli vanno a scuola insieme, sono rappresentante di classe al Regina Apostolorum, ho diffuso la notizia della raccolta alle mamme e la solidarietà è stata eccezionale, il tam tam è arrivato anche alle scuole Spizzichino e Padre Lais: ho imparato a essere solidale da mio papà Silvano che da piccolo emigrò in Argentina e affrontò tante sfide». «Ringrazio davvero tutti, ho l'auto piena, spero di poter continuare a inviare gli aiuti» dice Liuba, che oltre ad avere il cuore spezzato per la sua famiglia, è disoccupata e in cerca di lavoro. «Mio figlio a Ternopil ha la lista di profughi venuti da altre città a cui donare i pacchi» aggiunge. Nel pomeriggio, poi, il quartiere tira un sospiro di sollievo. «Il pullman è arrivato, i pacchi distribuiti» spiega Liuba. A bordo del bus c'era anche Nadia, una signora ucraina che ha deciso di ritornare a casa per stare con la sua famiglia nonostante la guerra. Dall'altra parte della città, a Cinecittà, ancora buona notizia: un altro pullman con gli aiuti è arrivato a Leopoli. «Il viaggio è andato benissimo» racconta Alina, l'organizzatrice. I punti di raccolta sono stati anche i suoi tre negozi di prodotti tipici ucraini, in via Sestio Calvino, via Ennio Bonifazi e via Nomentana 633A. Alina non si arrende e annuncia: «Il nostro pullman nel tornare in Italia farà salire a bordo bambini e donne che vogliono mettersi in salvo, tantissime persone aspettano di partire da Leopoli». Il viaggio della speranza ovviamente è gratuito. E la spola dei pullman continua. «Lì c'è veramente bisogno di tutto» aggiunge Liuba.

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