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L'odissea di quattro studenti in fuga dalla Russia: sono arrivati in Estonia

L'odissea di quattro studenti in fuga dalla Russia: sono arrivati in Estonia
di Manlio Biancone
4 Minuti di Lettura
Martedì 1 Marzo 2022, 09:41 - Ultimo aggiornamento: 09:48

«Lo spazio aereo italiano è stato chiuso a Mosca e ora stiamo cercando percorsi alternativi per rientrare a casa». A raccontare la sua storia dalla Russia è Francesca Macchia, 23 anni, di Magliano dei Marsi, in provincia dell'Aquila, studentessa universitaria della Luiss. È l’odissea che sta vivendo insieme a due ragazze, Antea Pandolfi e Allera Graziano, e un ragazzo, Francesco Balzani, tutti italiani tra i 21 e i 24 anni, che studiano Finanza all’Università di Mosca con la Luiss. Sono rimasti bloccati a Mosca dopo la decisione del nostro Governo, di chiudere lo spazio aereo alla Russia. Nei prossimi giorni, dopo un lungo viaggio su treni e bus, sperano di riuscire a tornare a casa dai familiari. «Appena scoppiata la guerra siamo stati sempre in contatto con l’ambasciata di Mosca e ci ha sempre rassicurato. Poi improvvisamente ci ha caldamente consigliato di rientrare a Roma, ma ora, lo stop ai voli con la Russia, ci ha bloccati qui. Solo ieri mattina siamo riusciti a prenotare un volo per San Pietroburgo e ora siamo in attesa per prendere il volo».

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«Finalmente il nostro aereo è in partenza» ha annunciato Francesca, continuamente in contatto con il telefono per aggiornare i familiari in apprensione da alcuni giorni. La madre Valentina, commercialista abruzzese, si è subito messa in contatto con la Farnesina per cercare un aiuto ma non è riuscita ad avere notizie. «In giornata Francesca e gli altri studenti - mi hanno comunicato – che sono atterrati all’aeroporto di San Pietroburgo e da lì hanno preso un treno e hanno raggiunto la città di Tallinn in Estonia. E oggi stesso i quattro giovani partiranno per raggiungere Napoli. Speriamo che non ci siano problemi per il Covid, tra seconde dosi scadute e test molecolari all’ingresso dei Paesi».

 


PREOCCUPAZIONE I quattro ragazzi raccontano che non c’era preoccupazione a Mosca, ma col passare delle ore e delle immagini dei bombardamenti in Ucraina trasmessi dalle televisioni, le cose sono cambiate. «A livello di sicurezza personale siamo stati tranquilli, a Mosca ci sono le manifestazioni ma niente di più. Improvvisamente c’è stato il blocco delle banche russe ed è successo il finimondo. Lunghe file davanti ai bancomat e in poco tempo sono finiti i soldi, e allora è aumentata la preoccupazione. E così anche i nostri genitori, che ci aspettano a casa, hanno alternato momenti di pseudo tranquillità a momenti di ansia vera e propria. Certo non ci aspettavamo questa escalation e il precipitare degli eventi» racconta al telefono Francesca. Le valigie ormai erano pronte, due a testa, «ma fino a che non entreremo nei confini europei non ci crederemo. Faremo sicuramente qualche rito quando varcheremo il suolo europeo, ma dobbiamo ancora inventarlo. Tanto abbiamo tempo, saremo a lungo su treni e bus», dicono. «Avevamo pronto - assicurano, con la precisione di chi ha studiato tutto nei minimi dettagli - anche un altro piano: arrivare in Finlandia ma l’ambasciata ci ha sconsiglio per i confini che sono controllati e difficilmente saremmo riusciti a passare. Intanto, sono rimasti a Mosca altri studenti della Luiss, fra cui un ragazzo di Pescara, Elio Fracassi, 24 anni, perché hanno avuto difficoltà a prenotare l’areo a San Pietroburgo. Ma in giornata dovrebbero ripartire anche loro.

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