Fregene, chiude il Glauco «Concessioni non pagate»

Fregene, chiude il Glauco «Concessioni non pagate»
di Mirko Polisano
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Sabato 20 Marzo 2021, 07:19

Cancelli sbarrati per il Glauco, storico stabilimento di Fregene. Gli uomini della Polizia Locale hanno provveduto ieri l'altro alla «ripresa in consegna del bene demaniale». Dalla disponibilità della famiglia Filacchioni, che lo ha aperto nel 1958, passa sotto la custodia dell'amministrazione comunale che lo prende in carico per conto dell'Agenzia del Demanio. È l'atto finale del procedimento di decadenza della concessione iniziato per «omesso pagamento dei canoni demaniali», proseguito con la comunicazione di sgombero e infine con la ripresa in consegna del Comune. Ai gestori, che confidano nel ricorso amministrativo, sono stati dati 20 giorni di tempo per sgomberare tutti i beni che si trovano all'interno, dopo di che la struttura verrà chiusa e sigillata.

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I FATTI
«È un atto dovuto che ci viene richiesto dall'Agenzia del Demanio spiegano negli uffici comunali possiamo anticipare solo che non ci sarà alcuna riassegnazione della concessione». Dall'inizio dello scorso anno è il terzo stabilimento di Fregene a essere cancellato dalle mappe della balneazione: l'8 gennaio di un anno fa è toccato alla Perla, dopo qualche settimana, il 22 gennaio, è stata a volta della Rivetta, entrambi sottratti alla gestione dei privati per omesso pagamento dei canoni. Tutti i tentativi fatti dai gestori per salvare le proprie attività non hanno avuto successo, compreso il pagamento dei canoni pregressi e il ripristino di eventuali abusi edilizi. Un brutto colpo per il Glauco, tra gli anni'80 e '90 uno degli stabilimenti più noti nella Capitale. Aperto nel 1958 da uno dei primi bagnini di Fregene, Glauco Filacchioni, quel minuscolo chioschetto divenuto, con la costruzione del ristorante e delle cabine, pian piano un vero stabilimento molto di tendenza. Frequentato da Alberto Ronchey, Bruno Vespa, Tito Stagno, Enzo Forcella e da tantissimi giovani romani. Una lunga storia finita improvvisamente mercoledì mattina, quando le auto della Polizia Locale sono arrivate all'interno del parcheggio a notificarne la chiusura. Resta in piedi l'ipotesi del ricorso, ma i due casi precedenti non lasciano grandi speranze.

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