Tassista violento a Fiumicino, verso la revoca della licenza: peggiora il cliente atterrato con un pugno

Martedì 10 Dicembre 2019
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La sospensione della licenza per 30 giorni gli è stata notificata e il provvedimento è «propedeutico» alla revoca definitiva della licenza. L'Ufficio contenzioso taxi capitolino era stato sollecitato dal Dipartimento alla Mobilità dopo i fatti del 27 novembre e la segnalazione ricevuta dalla Polizia di frontiera di Fiumicino, così ieri è scattato l'avvio ufficiale dell'iter. «Chi sbaglia deve pagare», ha affermato l'assessore Pietro Calabrese. Stefano Miconi, il tassista violento di 58 anni che quella mattina colpì con un pugno in pieno volto Fabio D. M., 65 anni, colpevole di avergli chiesto l'applicazione del tassametro dall'aeroporto, non potrà più salire a bordo del suo taxi. La sua licenza, la 117, è stata sospesa e non potrà essere utilizzata nemmeno da una doppia guida.

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Ma il legale di Miconi, l'avvocato Luciano Randazzo, promette battaglia: «Oggi depositeremo il ricorso al Tar del Lazio, quindi la sospensione rimarrà a sua volta sospesa in attesa della decisione del giudice. Formalmente, dunque, il mio assistito potrebbe salire sul taxi, anche se resterà fermo per un po' visto che è molto scosso». Secondo Miconi, infatti, Fabio D. M. lo avrebbe provocato mentre era salito nel taxi, «una scena che nelle immagini pubblicate a danno del mio assistito non si vede - dice Randazzo - lui ha comunque chiesto scusa per quel gesto, ma l'episodio va contestualizzato. Nel taxi era stato insultato e per questo lo aveva fatto scendere rifiutando la corsa». La Nuova Preneste, società cooperativa di servizi, di cui Miconi fa parte, starebbe valutando nel frattempo se ci sono gli estremi per espellerlo. Ieri l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini ha detto che «in un Paese normale, quel tassista sarebbe finito in galera». La vittima, intanto, ieri è stata medicata nuovamente all'ospedale San Giovanni, la sua prognosi è più che duplicata: 70 giorni.

L'AGGRESSIONE
Adesso si profila una stretta contro i cosiddetti «battitori liberi», ossia tassisti che soprattutto negli scali di Fiumicino e Ciampino, ma anche alla stazione Termini (dove, però, negli ultimi due mesi si sono concentrati i controlli dei vigili specialisti del Gpit) si scelgono letteralmente i clienti e con prepotenza scavalcano le file dei colleghi che si comportano onestamente, spesso con la compiacenza (dietro una «stecca») dei taxi-service ovvero dei volontari con le pettorine gialle che smistano i clienti agli arrivi.
 

 

Uno di questi nelle immagini riprese della telecamere di Adr attraverso cui gli agenti della Polaria sono riusciti a risalire al 58enne, se ne vede proprio una che si gira dall'altra parte e fa finta di nulla rispetto al 65enne (fra l'altro un ex tassista) che cade a terra dopo avere ricevuto il gancio. C'è un altro episodio sotto la lente degli investigatori, accaduto, però, alla stazione Termini, dove una pettorina gialla, un mese e mezzo fa, colpì con un sonoro sganassone Ismaele La Vardera, inviato tv de Le iene: è pronta una denuncia alla Procura.
 

Anche in queste immagini riprese dalle telecamere, dopo lo schiaffone, un altro taxi service che pure era lì davanti, nega di avere visto la violenza e dice: «Io non ho visto niente». A proferire queste parole sarebbe stato il leader dei Soffokati, punto di riferimento dei M5S tra i taxi-driver capitolini. Se solo a Termini i caschi bianchi hanno effettuato dall'inizio dell'anno oltre 3mila controlli, sequestrando 10 vetture completamente abusive ed elevando 470 verbali, ora a volere provvedimenti contro il sistema fai-da-te di smistamento dei clienti al Leonardo Da Vinci, sono i sindacati dei tassisti che hanno chiesto al sindaco di Fiumicino, Esterino Montino di «istituire - scrivono in una nota Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal ed Ati taxi - in aeroporto un presidio fisso della municipale, sul modello Termini, al fine di contrastare tutte le diffuse forme di abusivismo e ripristinare un clima di sicurezza e legalità per utenti ed operatori del servizio taxi».

SEGNALAZIONE ALL'ENAC
La stessa Polizia di Frontiera del resto ha segnalato all'Enac, la massima autorità aeroportuale, una sorta di prefettura sullo scalo, la necessità di chiarimenti rispetto alla figura non regolarizzata del taxi-service che, anziché, rivelarsi d'aiuto ai passeggeri, rischia - come accaduto il 27 - di diventare una fonte di problemi per l'ordine e la sicurezza pubblica. Fino a qualche anno fa a dare manforte ai pochi vigili di Fiumicino c'erano anche i colleghi del Gruppo pronto intervento traffico di Roma che poi, viste le diverse competenze territoriali, in assenza di una nuova convenzione, non sono stati più impiegati.

Ultimo aggiornamento: 16:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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