Farmacista di 79 anni molesta una commessa 18enne a Roma: «Beato chi farà l'amore con te»

Farmacista di 79 anni molesta una commessa 18enne a Roma: «Beato chi farà l'amore con te»
di Valeria Di Corrado
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Mercoledì 20 Luglio 2022, 15:48 - Ultimo aggiornamento: 18:40

Le aveva offerto un lavoro nella sua farmacia di Montespaccato, come addetta alla promozione di creme e cosmetici, ma il suo scopo sarebbe stato quello di aspettare che compisse la maggiore età per molestarla. Glielo aveva detto chiaramente già quando la ragazza aveva ancora 17 anni: «Beato chi sarà a fare l’amore con te!». Infatti, tre giorni dopo il suo diciottesimo compleanno, il titolare l’ha portata in uno sgabuzzino all’interno del negozio e - secondo l’accusa - si sarebbe strusciato a lei, le avrebbe alzato il top, leccandole il petto e facendole anche un “succhiotto”. Il sostituto procuratore di Roma Eleonora Fini ha chiuso le indagini preliminari (condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri) e chiesto il rinvio a giudizio del farmacista 79enne, con l’accusa di violenza sessuale. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 28 settembre.

LA DENUNCIA
Lo scorso 16 settembre la ragazza, difesa dagli avvocati Vito Rizzi e Daniele Urbani, ha presentato una denuncia-querela in Procura. «A fine giugno 2021 avevo accettato una possibilità di lavoro, che mi era stata offerta dal titolare della farmacia, consistente nella promozione e vendita di alcuni prodotti (creme) all’interno dell’esercizio». Il dottore «ogniqualvolta gli capitavo a tiro, mi ricordava che a breve (ossia il 21 agosto) sarebbe stato il mio diciottesimo compleanno e mi riferiva: “Ti rendi conto, è una data importante, diventerai grande... ti voglio fare un bel regalo... che regalo vuoi?”. Considerata la sua età anagrafica - prosegue la vittima nella denuncia - io l’ho sempre considerato come un nonno, poiché quando da piccola mi capitava di recarmi in farmacia, mi rivolgeva amorevoli attenzioni». «Quasi settimanalmente il copione si ripeteva», ma «io non rispondevo e lasciavo correre». Fino a quando non è arrivata la fatidica data. «Proprio in occasione del mio compleanno - aggiunge la ragazza nella denuncia - mi assentai per tre giorni per una breve vacanza, tornavo così in farmacia il 24 agosto 2021 alle ore 17 circa».

IL SUCCHIOTTO
Nel negozio il titolare e la giovane collaboratrice erano soli, perché gli altri dipendenti erano in ferie. «Mi chiese di accompagnarlo a fare una telefonata nello stanzino, che si trovava in un luogo appartato e nascosto dalla clientela. Una volta entrata mi diceva: “Vieni qui che ti dò due bacetti per il tuo compleanno”». E così avrebbe fatto, dandole un bacio per guancia e un terzo sulla bocca. «No, così proprio no, cosa sta facendo?», gli avrebbe risposto la neo 18enne. «Lui proseguiva senza considerare il mio rifiuto, facendosi avanti chiedendo se fossi fidanzata. Io ero come paralizzata e risposi di no - si legge nella denuncia - A quel punto si avvicinava di più verso di me, prendendomi per un braccio e stringendomi, così facendo tentava di darmi altri due baci, cominciando a strusciarsi sul mio corpo, leccandomi la parte superiore del petto che era scoperta perché portavo un top». «Farfugliava parole incomprensibili e diceva che mi avrebbe fatto un “succhiotto”. Nel frattempo cercavo di divincolarmi, ma lui mi teneva bloccata fino a quando mi sollevava il top, alzandolo completamente e lasciandomi a seno nudo, a quel punto esclamava: “Madonna quanto sei bella... ti ho fatto un bello scherzetto”». La vittima a quel punto sarebbe riuscita a liberarsi dalla presa e A scappare dalla farmacia. Poi, arrivata a casa, è scoppiata a piangere e ha raccontato tutto alla madre.

«COLPA DEL BOTTONE»
Per le presunte violenze subite, la ragazza ha lasciato il lavoro ed è stata costretta a rivolgersi a uno psicologo. Un giorno, ha deciso di affrontarlo, registrando le sue reazioni. «Si è permesso di alzarmi la maglietta, di vedermi il seno». Ma il farmacista si è difeso così: «Macché si è agganciato con sto cavolo qui.. con il bottone». E poi ancora: «Io il succhiotto non so nemmeno cos'è».

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