Ai domiciliari esce per andare dall'amante: condannato per evasione

Venerdì 8 Febbraio 2019 di Marco Carta
Ci sono casi in cui la vita di coppia può diventare una prigione. Se poi la convivenza è forzata dagli arresti domiciliari il rischio di implosione è pressoché certo. Lo sa bene un 44enne romano che ieri è stato condannato a sei mesi per una fuga d'amore. Era uscito di casa, nonostante la misura di custodia cautelare, per incontrare di nascosto la sua amante. Ma è stato sorpreso nel sottoscala del suo palazzo ai Parioli dai carabinieri e subito arrestato per evasione. L'uomo, ai domiciliari dopo un arresto per spaccio risalente allo scorso novembre, aveva abbandonato la convivente nel cuore della notte. «Scendo un attimo», aveva detto alla donna, prima di uscire dalla porta di casa intorno alle 23 e appartarsi nel sottoscala insieme alla seconda compagna. I due forse amoreggiano nella penombra che solo certi androni d'epoca sanno regalare. Credono di essere lontano da occhi indiscreti. Anche perché è quasi mezzanotte. Ma in certi casi, le accortezze da prendere non sono mai sufficienti. A sorprenderli, infatti, non è la compagna tradita, ma una condomina che sta rincasando.

L'OMBRA MISTERIOSA
La donna, sentendo dei rumori provenienti da sottoterra, si affaccia dalla balaustra e scorge nell'oscurità del sottoscala le scarpe dell'uomo. L'ombra misteriosa capisce di essere stata notata e cerca di nascondersi dalla visuale. Ma è troppo tardi. La donna ha già visto i suoi jeans strappati e il maglione blu che indossa. Dovrebbe prendere l'ascensore, ma ha paura «temendo una reazione sconsiderata dell'individuo», come scrivono i carabinieri nella loro relazione. Così invece di rientrare nella propria abitazione al secondo piano, si rifugia dai vicini al piano terra. Non è la prima volta che persone sconosciute in orari notturni si ritrovano a sostare nell'atrio condominiale. Per questo, anche i vicini le consigliano di chiamare subito le forze dell'ordine, a cui la donna fornisce una descrizione dettagliata dell'individuo misterioso. Quando dieci minuti dopo i carabinieri della stazione Parioli arrivano nel palazzo, il 44enne è ancora lì, nel sottoscala, insieme a quella donna che ama furtivamente. La sua casa è qualche piano più sopra, ma di fatto l'uomo ha violato la misura di custodia cautelare, che non gli permetterebbe nemmeno di parlare con estranei. Il tentativo di giustificarsi è quasi inutile. L'arresto per evasione è inevitabile. «Lei era la mia amante. Dovevamo organizzare il matrimonio. Abbiamo intenzione di sposarci». Quando ieri mattina l'uomo, difeso dall'avvocato Lucia Lara Troiano, si è ritrovato a piazzale Clodio per la convalida d'arresto, rispondendo alle domande del giudice monocratico, senza vergogna ha provato a spiegare i motivi della sua scappatella. Una fuga d'amore che si è conclusa con una doppia beffa. Una condanna di sei mesi per la scappatella. E altri 8 mesi per il possesso di circa 20 grammi di marijuana, dopo un arresto risalente allo scorso novembre. Senza considerare il finale più amaro: il ritorno dentro la casa della convivente tradita. Lontano, chissà per quanto, dalla seconda donna, quella amata di nascosto nella penombra di un sottoscala ai Parioli. Per organizzare le agognate nozze ci sarà tempo.
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