Lazio, mascherine all’aperto: sanzioni da 400 euro per chi non indosserà protezioni

Lazio, mascherine all aperto: sanzioni da 400 euro per chi non indosserà protezioni
di Lorenzo De Cicco e Francesco Pacifico
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Venerdì 2 Ottobre 2020, 00:29 - Ultimo aggiornamento: 11:18

Controlli e maxi-multe per far rispettare l’obbligo d’indossare la mascherina all’aperto in tutto il Lazio. Manca soltanto l’ufficialità - l’annuncio arriverà oggi alle 11 durante una conferenza stampa negli uffici della Regione - ma il governatore Nicola Zingaretti e il suo assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, hanno chiarito da tempo le loro intenzioni: con l’indice dei contagi Rt sopra l’1, scatta l’obbligo di coprirsi il viso in tutti i luoghi pubblici. La stretta nella Capitale è imminente e il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, ha già fatto capire che le verifiche di vigili e forze dell’ordine saranno serrate: «Abbiamo fatto un richiamo a tutte le forze di polizia, compresa la polizia locale, per raccomandare il massimo controllo sugli obblighi che saranno sanciti - ha detto ieri sera Piantedosi - Se ci sarà un obbligo generalizzato di tenere la mascherina in pubblico, saremo i primi ad essere impegnati. Non è una formula astratta: dal 10 marzo a oggi, a Roma, sono state controllate 3 milioni di persone. Ci sarà massima attenzione», annuncia il prefetto. Che ha già predisposto un sistema di controlli misti: pattugliamenti normali, posti di blocco, «più servizi specifici dedicati».

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L’ordinanza della Regione fisserà l’importo delle multe per chi sarà fermato in strada senza mascherina a 400 euro. Unica eccezione: chi fa sport all’aperto, i bambini sotto ai 6 anni e i soggetti malati, per esempio cardiopatici, che non possono camminare con bocca e naso coperti. Per tutti gli altri, l’obbligo varrà h24, come ha spiegato lo stesso Zingaretti: «Nel Lazio stiamo valutando se dobbiamo estendere l’obbligo di mascherine 24 ore su 24, anche per dare un segnale. Tendenzialmente sono favorevole ad adottare tutte quelle misure che tutelano scuole, università e luoghi di lavoro». Secondo il presidente della Regione, «dobbiamo tornare al senso di responsabilità di ognuno. Io non ho mai smesso di essere preoccupato, stiamo risalendo nei contagi per la ripresa della vita sociale ma anche perché nel corso dell’estate qualcuno ha dato messaggi sbagliati, magari involontariamente, come: il Covid è scomparso».

Il piano per i prossimi mesi della Pisana prevede altri passaggi (e altri divieti) se il bilancio quotidiano dei positivi dovesse ulteriormente aggravarsi: per prima cosa potrebbe arrivare una stretta su feste, matrimoni, funerali e cerimonie in generale. Poi potrebbe essere predisposto un ritorno al contingentamento nei supermercati e nei centri commerciali, riparametrando il rapporto tra metri quadri e clienti e soprattutto prevedendo di nuovo controlli fissi agli accessi, come accadeva durante il lockdown.

Per i negozi, intanto, sono appena stati prorogati gli orari d’emergenza: le aperture rimangono scaglionate in 3 fasce, per ridurre l’affollamento dei mezzi pubblici durante l’ora di punta. Per il momento il Campidoglio, su input dell’assessore alle Attività produttive, Carlo Cafarotti, ha varato solo una mini-proroga, fino al 15 ottobre. Ma l’orientamento è chiaro: fino a quando durerà lo stato d’emergenza, per gli esercizi commerciali le cose non cambieranno. «Si tratta di misure parallele allo stato d’emergenza - spiega il presidente della commissione Commercio, Andrea Coia - quindi se, come pare, il governo lo prorogherà fino al 31 gennaio, anche le fasce orarie dei negozi proseguiranno fino a quella data, nel 2021». C’è solo un cambiamento: le librerie e le cartolibrerie che vendono materiale scolastico (dai vocabolari ai sussidiari, ai volumi di aritmetica) potranno aprire liberamente e non più tra le 10 e le 11, come avvenuto finora. Per il resto il meccanismo è confermato: i primi ad aprire sono gli alimentari, i panettieri e «le medie e grandi strutture di vendita del settore alimentare», insomma i supermarket. L’apertura è tra le 7 e le 8, mentre la chiusura può avvenire prima delle 15 oppure entro le 19 (per i supermercati può slittare oltre). Subito dopo, tra le 9.30 e le 10, possono aprire i «laboratori non alimentari», dice l’ordinanza, quindi artigiani, calzolai, falegnami. La chiusura è prevista prima delle 19. Terza fascia: tutti gli altri negozi, dall’abbigliamento alle calzature, dai negozi di telefonia agli internet point. Possono alzare la serranda fra le 10 e le 11, chiudendo dopo le 19. 
 

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