ROMA

Roma, cellula anarchica con base centro sociale responsabile di attentati: sette arresti. Azioni anche contro il car-sharing

Venerdì 12 Giugno 2020
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Roma, cellula anarchica con base centro sociale programmava attentati: sette arresti

Avevano costituito una cellula eversiva anarco-insurrezionalista, che aveva come base il centro sociale di Roma “Bencivenga Occupato e puntava a riorganizzare il movimento anarchico. Sono sette le persone arrestate dai carabinieri del Ros con le accuse di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi e altri reati. Tra loro anche una donna. Un arrestato sarebbe tra i responsabili dell'attentato esplosivo alla Stazione dei carabinieri di Roma San Giovanni nel 2017, rivendicato dalla Federazione Anarchica Informale.

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Secondo gli investigatori, si tratta di un nuovo gruppo d'azione, che aveva elaborato e portato a compimento un programma eversivo cristallizzato in un documento clandestino dal titolo «Dire e sedire», destinato solamente ai compagni affini per ideologia, con cui portare avanti una «conflittualità viva e accesa». Il gruppo mirava poi a riorganizzare il movimento anarchico superando «ogni localismo», per avviare una nuova fase dell'insurrezionalismo, che avvicinasse i diversi gruppi, così da colpire l'organizzazione democratica e costituzionalmente organizzata dello Stato. Nel progetto, gli arrestati volevano anche sostenere, con atti di terrorismo, gli imputati nel processo Panico, conclusosi a Firenze nel luglio 2019 con pesanti condanne nei confronti degli imputati, accusati, tra l'altro, dell'attentato alla libreria Il Bargello (area CasaPound Italia) di Firenze, compiuto il 1 gennaio 2017. Tra gli imputati del processo Panico, grande attivismo solidale era rivolto al detenuto Pierloreto Falanca, oggi destinatario della misura degli arresti domiciliari.

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Ci sono anche attentati contro le auto di car sharing Eni-Enjoy fra le azioni compiute dalla cellula anarco-insurrezionalista. In particolare, ai domiciliari è finito un 35enne romano, Daniele Cortelli, ritenuto responsabile del triplice attentato incendiario avvenuto a Roma, il 28 febbraio 2019, ai danni di autovetture car sharing «Eni-Enjoy», fatto rivendicato poi sul web in «solidarietà a tutti gli anarchici detenuti» e contro la multinazionale Eni, accusata di devastazione della Terra, in quanto «Eni uccide e inquina in Italia e all'estero».

«Sette persone arrestate a Roma con l'accusa di aver commesso attentati, anche uno a una stazione dei carabinieri. Il gruppo anarchico terroristico faceva base in un centro sociale occupato di Roma, il Bencivenga Occupato. Questa la conseguenza della totale impunità di cui godono i centri sociali in Italia, spazi dove lo Stato non entra e dove la legge è sospesa, nel totale silenzio delle istituzioni. La sindaca Raggi non ha proprio nulla da dire a riguardo? Non chiede lo sgombero di questo covo di terroristi?». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni
Infatti, da almeno 5 anni i residenti segnalavano alla Circoscrizione, al vigili urbani e ai carabinieri il viavai di gentaglia di giorno e di notte e spesso la via veniva imbrattata. 

 

Il gruppo di anarchici aveva contatti anche con il Cile, teatro di devastazioni di matrice anarchica nello scorso mese di ottobre. Nel settembre 2018 i Carabinieri del Ros avevano monitorato, presso il centro sociale Bencivenga, un incontro riservato tra gli arrestati e una militante cilena in Italia, cui consegnarono dei documenti d'area da portare e far circolare in Cile. Inoltre, il militante argentino Santiago Maldonado, cui è dedicata la cellula che ha rivendicato l'attentato alla Stazione Carabinieri di Roma San Giovanni, è morto nell'agosto 2017 a seguito di una manifestazione a difesa del popolo mapuche, tematica di lotta molto cara agli anarchici cileni.
Importanti contatti sono emersi anche con i gruppi anarchici tedeschi.

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A Berlino, inoltre, nell'ottobre 2018, è stato compiuto un altro attentato rivendicato da una cellula Fai-Fri, che rispondeva con quella azione sempre al comunicato strategico di Alfredo Cospito, «L'autismo degli insorti», cui si lega la rivendicazione dell'attentato alla caserma dei Carabinieri di San Giovanni. Dalle indagini è infine emerso come, per sostenersi, Roberto Cropo, Francesca Cerrone e Flavia Di Giannantonio, ricorressero, attraverso piccoli lavori stagionali in Francia e in Svizzera, all'indennità di disoccupazione da rimpatrio elargita dallo Stato per chi viene licenziato all'estero, allo scopo di sostenersi economicamente nella «comune» del centro sociale Bencivenga e dedicarsi completamente alla causa insurrezionalista.Sono emersi contatti anche con gli anarchici greci, Paese in cui è molto attiva la «Cospirazione delle Cellule di Fuoco», gruppo terroristico aderente al cartello FAI-FRI, responsabile, nel novembre 2010, dell'invio - via posta - di 14 ordigni esplosivi ad Ambasciate straniere in Grecia e a rappresentanti di Governo all'estero. In questo ambito, nel dicembre 2018, uno degli arrestati è andato in Grecia proprio per incontrare compagni ellenici. 

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Ultimo aggiornamento: 13:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA