Assegnata al Comune di Nettuno la villa confiscata al boss camorrista Sandokan

Venerdì 22 Marzo 2019
Alcuni anni fa ospitava le riunioni operative di affiliati al Clan dei Casalesi che avevano messo radici sul territorio di Nettuno. Da mercoledì la villa di via Chianciano, nella zona di Tre Cancelli, è stata acquisita al patrimonio comunale. L’Agenzia nazionale dei beni confiscati alle mafie ha infatti consegnato al dirigente dell’Ufficio Demanio e Patrimonio del comune di Nettuno l’immobile del valore di mezzo milione di euro confiscata alla camorra. Al momento non si conosce la sua destinazione che, con tutta probabilità, sarà decisa dal nuovo sindaco che entrerà in carica a fine maggio. Non si esclude che possa essere destinata a scopi sociali come, ad esempio, ha deciso Anzio che di recente ha deliberato l’assegnazione ad una cooperativa di una villa confiscata ad esponenti della ‘ndrangheta nella zona di Lavinio e che ospiterà una casa alloggio per ragazzi.
«E’ un’acquisizione importante - dice il Commissario straordinario del comune di Nettuno Bruno Strati - e attendiamo un bando regionale per chiedere il finanziamento necessario per la ristrutturazione». La villa di via Chianciano - cucina, servizi, salone, tre camere da letto e grande giardino - era di proprietà di Maria Rosaria Schiavone, nipote di Francesco Schiavone, del Clan dei Casalesi, il famigerato Sandokan. In quella edificio appartato nella campagna nettunese all’inizio del 2012 la Squadra mobile di Latina aveva arrestato la Schiavone e il marito, Pasquale Noviello, che si nascondeva nel sottotetto. Nel novembre dello stesso anno la nipote di Sandokan e il compagno erano stati condannati a 18 anni di carcere per aver organizzato un agguato, poi fallito, a colpi di kalashnikov sulla statale Appia nei confronti del titolare di un ristorante a Cisterna di Latina.
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