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Massimo Bochiccio, debiti, polizza vita, eredità: si cercano i soldi all'estero, per i creditori poche chance

Indagini per capire se abbia ricevuto minacce. Molti ora rischiano di non riavere nemmeno un euro

Massimo Bochiccio, debiti, polizza vita, eredità: si cercano i soldi all'estero per i creditori poche chance
di Valeria Di Corrado
4 Minuti di Lettura
Martedì 21 Giugno 2022, 06:37

Oltre a quello sulla morte di Massimo Bochicchio, c'è un altro giallo che tiene banco: riusciranno i clienti vip che il broker romano avrebbe truffato per milioni di euro a recuperare i loro risparmi? La Procura di Roma ha in corso una serie di rogatorie all'estero, per cercare di individuare capitali eventualmente nascosti dal broker in vari paradisi fiscali. Seguire la pista dei soldi potrebbe essere utile anche a chiarire le cause del tragico incidente in cui il 56enne domenica ha perso la vita andando a schiantarsi con la sua moto contro il muro di cinta dell'aeroporto dell'Urbe di via Salaria, nella periferia a nord della Capitale, fino a diventare una torcia umana. Considerato che non ci sono altri veicoli coinvolti, il pm Andrea Cusani ha aperto un'indagine per istigazione al suicidio. La tesi più accreditata dagli inquirenti è quella di un improvviso malore che potrebbe aver colto Bochicchio mentre era in sella alla sua Bmw. Tuttavia, anche se finora non sono stati trovati biglietti d'addio, si sta cercando anche di capire se la vittima avesse ricevuto delle minacce, tali da indurlo a un gesto estremo per mettere magari al sicuro la moglie e i due figli adolescenti da creditori senza scrupoli. L'ipotesi di un suicidio mascherato da incidente stradale potrebbe avere un senso anche nell'ottica di un'eventuale polizza sulla vita da lasciare alla famiglia (gli investigatori stanno infatti verificando se la vittima ne avesse stipulata una). Per riscuoterla e per rientrare in possesso dei beni a lui sequestrati (quadri, orologi, conti correnti), gli eredi dovrebbero però accettare l'eredità e farsi carico anche dei suoi debiti. Basti pensare che, solo presso la società Kidman Asset Management di Londra a lui riconducibile, i suoi clienti romani avevano versato 70 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 11 milioni di euro a lui affidati da 6 imprenditori milanesi, accusati di evasione fiscale o bancarotta fraudolenta.

Pc, cellulare e agende

Gli uomini del Nucleo speciale della polizia valutaria della Guardia di Finanza - su delega della Procura - hanno per questo acquisito tablet, cellulare, pc e documenti, tra cui una agenda, del broker. Obiettivo di chi indaga è verificare le comunicazioni e i contatti che il broker ha avuto nelle ore e nei giorni precedenti alla sua morte. Erano tante, infatti, le persone alle quali doveva restituire dei soldi: alcune di loro sono venute allo scoperto, denunciandolo per truffa e appropriazione indebita; altre sono rimaste nell'ombra, probabilmente per nascondere l'origine illecita dei capitali che volevano investire. Calciatori, allenatori, ambasciatori e imprenditori avrebbero affidato a Bochicchio almeno 500 milioni con la promessa di rendimenti vantaggiosi, a fronte di un rischio di investimento pari a zero. Peccato che, nel momento in cui i clienti volevano disinvestirli, i soldi non c'erano più.

 

L'ultimo imbroglio

Ieri, intanto, la VII sezione penale del Tribunale di Roma ha rinviato al 15 settembre l'udienza del processo in cui Bochicchio è imputato per esercizio abusivo di attività di investimento e riciclaggio, in attesa del riconoscimento del cadavere che porterà i giudici a dichiarare l'estinzione del reato «per morte del reo». «È opportuno fugare ogni dubbio sulla dinamica dell'incidente», ha commentato l'avvocato Cesare Placanica, che difende 14 delle 38 parti civili costituite nel processo, tra cui l'attaccante romanista El Shaarawy, l'agente dei calciatori Federico Pastorello, la compagna Leona Koenig, il tecnico del Tottenham Antonio Conte e l'ambasciatore italiano a Londra Raffaele Trombetta. Il legale ieri ha anche depositato al collegio un'indagine difensiva: Bochicchio avrebbe mentito quando, per rassicurare i clienti, aveva detto di aver contattato la piattaforma Interactive brokers per disinvestire i capitali investiti. Oltre al processo in corso, seguito alla misura cautelare degli arresti domiciliari dello scorso novembre, il 56enne era indagato dalla Procura capitolina anche per truffa e appropriazione indebita. «Non si deve strumentalizzare la morte di una persona costruendo un film su qualcosa che non esiste», ha tagliato corto l'avvocato Gianluca Tognozzi, difensore della vittima.

 

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