Atac, bus in fiamme, la Procura: «Scarsa manutenzione», chiesto il processo per 14 dipendenti

In fiamme nel 2019 anche un bus immatricolato nel 2006 che aveva percorso 597.680 chilometri

Atac, bus in fiamme, la Procura: «Scarsa manutenzione», chiesto il processo per 14 dipendenti
di Michela Allegri
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Martedì 4 Ottobre 2022, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 10:52

Pezzi di ricambio vecchi, autobus messi in strada nonostante evidenti problemi di funzionamento, interventi di manutenzione scarsi e spesso inefficaci. Per la Procura di Roma sono 14 i responsabili del rogo di alcuni mezzi dell’Atac distrutti dalle fiamme tra il gennaio e l’agosto del 2019. Si tratta di funzionari della municipalizzata dei trasporti, responsabili delle riparazioni e del parco mezzi, oppure delle officine. A loro carico i pubblici ministeri Mario Dovinola e Francesco Dall’Olio hanno firmato una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di incendio colposo.

A rischio processo, Giovanni Macchiaverna, responsabile della struttura Manutenzione Veicoli, Federico Mannini, responsabile della struttura Ingegneria manutenzione gomma, con il compito di controllare i veicoli e monitorare le prestazioni, Giuseppe Licata, coordinatore dell’area Pianificazione fabbisogni attività manutentive e analisi guasti, Saverio Antonino Franco, coordinatore dell’area Gestione tecnica parco veicoli, Angelo Flammini, responsabile della struttura Officine centrali, Maurizio Aloisi, coordinatore del Nucleo gomme, Laura Simeone, responsabile della struttura Ingegneria manutenzione gomma, difesa dall’avvocato Giuseppe Falvo.


ALLARMI IGNORATI

Per l’accusa, insieme a Renato Chietini, responsabile dell’officina Tor Pagnotta, il 3 gennaio 2019 avrebbero provocato l’incendio di un autobus immatricolato nel 2006 e con 597.680 km alle spalle. Nel capo di imputazione i pm sottolineano che sarebbero stati ignorati diversi segnali d’allarme: tra l’aprile e l’ottobre 2018 si erano verificati due principi di incendio e perdite di olio. Nonostante questo, «il mezzo veniva reimmesso in servizio», si legge negli atti. E ancora: il rischio «veniva spostato sugli utenti». Sotto inchiesta anche Giuseppe Legittimo, responsabile della manutenzione nello stabilimento alla Magliana. A lui viene contestato di essere tra i responsabili dell’incendio di un mezzo immatricolato nel 2013, con 453.588 km percorsi. Il rogo, avvenuto in maggio in via Portuense, aveva travolto anche due veicoli parcheggiati. Le fiamme erano divampate a causa di «una perdita di fluido infiammabile dal circuito idraulico del motore dell’idroventola», motore che era stato appena sostituito. Per l’accusa, il mezzo sarebbe stato messo in strada senza una verifica sulla funzionalità. Sotto inchiesta anche Saverio Antonino Franco, coordinatore dell’area Gestione tecnica parco veicoli, e Gian Marco Procaccianti, responsabile della manutenzione dello stabilimento di Grottarossa. A loro viene contestato l’incendio avvenuto il 21 agosto in via Cassia.


GLI INTERVENTI
A prendere fuoco, un bus immatricolato nel 2003, con 465.803 km di percorrenza. Nel capo di imputazione si legge che idipendenti Atac, nel corso degli interventi di manutenzione, avrebbero utilizzato «reiteratamente», pezzi di ricambio «usati ed usurati, ricavati da veicoli in attesa di rottamazione», sottolinea il pm negli atti. Durante l’ultimo lavoro - è emerso dagli accertamenti - sarebbe stato montato «proprio il pezzo la cui rottura dava causa all’incendio».

In giugno era andato a fuoco un altro mezzo: in via Carmelo Bene. A scatenare le fiamme, «una perdita di olio idraulico dai circuiti idraulici del vano motore», annota la Procura. Per l’accusa, in questo caso gli indagati avrebbero rimesso in servizio un veicolo «che aveva dato segni concreti e ripetuti di elevato rischio incendio». Rischio che, in effetti, si era concretizzato.
 

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