Anzio, barca affonda all'entrata del porto: pescatore muore in mare

Venerdì 5 Giugno 2020 di Antonella Mosca

È affondata ieri pomeriggio proprio all'entrata del porto di Anzio, a poche decine di metri dalla sicurezza la Gabriella, un motopeschereccio della flottiglia locale. Davanti agli occhi di decine di persone, tra pescatori e gente in banchina, l'imbarcazione è stata ribaltata dal vento di scirocco che soffiava a 27 km orari e dal mare forza 7, schiantandosi contro gli scogli del retroporto, e poi è affondata lentamente. L'equipaggio di tre uomini è stato scaraventato fra le onde. Non ce l'ha fatta uno dei marinai, Fathi Ben Salem, 55 anni, di origine tunisina, ma gli altri due sono stati salvati.
La tragedia in mare ha scosso tutta la città e il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, ha decretato per oggi il lutto cittadino. Erano circa le 16, l'orario in cui i pescherecci rientrano dopo la battuta di pesca quotidiana, ed è scattato subito l'allarme alla Capitaneria di porto, che si trova proprio sul molo. Immediatamente sono uscite le vedette per i soccorsi. Intanto alcuni colleghi dei pescatori - quelli dell'Impavido I - hanno mollato l'ancora salpando verso l'imboccatura e si sono tuffati in mare per aiutare i naufraghi. La situazione era drammatica: le onde violente, gli uomini che gridavano aiuto, la barca che a poco a poco affondava. Il capitano della Gabriella, Domenico Guidotti, e l'altro marinaio dell'equipaggio hanno cercato di trovare un appiglio, mentre si levava in volo l'elicottero dei vigili del fuoco, presenti anche con i sommozzatori. In banchina pure uomini del Commissariato di Polizia, la Guardia di Finanza di mare, la Polizia locale, le ambulanze del 118.

Roma, incendio in galleria Appia sul Gra: molti intossicati, salvate 300 persone

IL SOCCORSO
Momenti concitati per i naufraghi finché Guidotti e l'altro marinaio sono stati raggiunti dai pescatori che si erano tuffati e che, a fatica, sono riusciti ad avvicinarli alla barca della Capitaneria, su cui sono stati issati. «Abbiamo sentito le urla di chi diceva che c'era una barca in pericolo - racconta Edoardo Magliozzi, 23 anni, comandante dell'Impavido I - e siamo salpati subito. Quando siamo arrivati lì abbiamo capito che non c'era tempo da perdere. Ci siamo tuffati in mare per aiutare i nostri amici». Con un mare simile è stato un grande atto di coraggio. «In quei momenti - dice l'altro soccorritore, Antonio Ponticelli, 46 anni - non puoi pensare. È la legge del mare, quella del soccorso». Con loro si è tuffato anche il motorista Ettore Gagliardi di 24 anni. «Purtroppo - continua Magliozzi - Fathi non ce l'ha fatta. Era già morto quando mi sono avvicinato a lui». Gli altri due, feriti e sconvolti, sono stati portati in banchina per le prime cure da parte del 118. Ma mentre il capitano saliva in ambulanza per essere trasportato in ospedale, il marinaio ha fatto perdere le proprie tracce. L'ipotesi più probabile è che fosse un immigrato non in regola. Ma non si può escludere che, in stato di shock, abbia cercato rifugio a casa. Fino al tardo pomeriggio non era stato identificato. Anche perché Guidotti, molto provato, non era stato ancora sentito dagli inquirenti.

LA VITTIMA
Fathi Ben Salem è morto in mare, come risulta, colpito da qualcosa al momento del naufragio. Sul molo, ad attendere, c'erano la moglie, i suoi due figli, altri parenti. La donna sapeva che il marito non ce l'aveva fatta ed è svenuta più volte. Circondata dalla famiglia e da tanti della comunità tunisina di Anzio - quasi tutti pescatori sulle barche locali - si è poi precipitata verso il corpo del marito, quando è stato issato in banchina dalla vedetta della Capitaneria. Grande lo strazio e la commozione di tutti al riconoscimento, mentre la figlia chiamava il papà. «Un'altra vittima del mare - dice il sindaco De Angelis - un altro pescatore che perde la vita durante l'attività lavorativa. Ci stringiamo alla moglie ed ai suoi due figli. Per Anzio e per tutta la comunità tunisina, alla quale diamo la più grande vicinanza e solidarietà».

© RIPRODUZIONE RISERVATA