Ama, dalle cremazioni finte agli stipendi gonfiati: tutti gli scandali dell'azienda dei rifiuti di Roma

Mezzi vecchi e spesso fermi nelle officine in Ama
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Giovedì 28 Ottobre 2021, 15:56 - Ultimo aggiornamento: 16:00

L'amministrazione capitolina targata Centrosinistra si aspetta entro lunedì Primo novembre le dimissioni dell'amministratore unico Stefano Zaghis. Perché, dopo una serie di inciampi e veri e propri scandali (non tutti imputabili all'attuale management), in Campidoglio c'è voglia di chiudere in Ama con il passato e mettere le basi per una nuova stagione.

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CREMAZIONI FALSE
All'inizio del 2020 si scopre che alcuni dipendenti, in combutta con delle agenzie funebri, dissezionavano i cadavere per poi trasferirli nell'ossario comune. In questo modo, e dietro lauto compenso, permettevano ai parenti di persone morte da più da più di trent'anni di evitare di sborsare cifre maggiori per una nuova sepoltura, per rinnovare la concessione o per la cremazione come previsto dai regolamenti. E fingevano di avere cremato le salme. Sono state poi rinviate quindici persone dalla Procura di Roma.


FURTI DEL CARBURANTE
Vari negli ultimi anni i casi di dipendenti infedeli che sono stati scoperti a forzare gli impianti di rifornimento nelle officine e nei depositi dell'azienda, rubare carburante, riempire taniche e usarlo per le proprie auto o venderlo. L'ultimo nelle scorse settimane, con gli 007 privati reclutati dalla municipalizzata che hanno anche filmato il furto, fatto da un addetto che adesso rischia il licenziamento.

AUMENTI DEGLI STIPENDI
Nonostante le tante crisi dei rifiuti che si sono susseguite in questi anni, l'amministrazione Zaghis è finita nel mirino dei sindacati (che hanno presentato anche un esposto alla Corte dei Conti) per una serie di aumenti ai dirigenti apicali, senza seguire le procedure previste dalla legge. L'azienda si è giustificata spiegando di voler valorizzare le risorse interne e di aver rispettato i livelli salariali previsti dalla legge.

MEZZI NON UTILIZZATI
Negli anni scorsi il parco mezzi di Ama aveva un'anzianità superiore ai 15 anni, con il risultato che nell'ultimo quinquennio ci sono stati periodi nei quali girava soltanto un terzo dei mezzi per la raccolta. Soprattutto l'ultima amministrazione della municipalizzata è riuscita ad accelerare nell'acquisto di nuovi compattatori o squaletti, ma anche questo non è sbagliato: sul primo fronte, i compattatori, l'azienda ha dovuto fermare alcuni mezzi perché i bracci meccanici non erano calibrati rispetto agli attacchi dei cassonetti, mentre alcuni camioncini più piccoli sono rimasti parcheggiati per mesi nelle officine perché non erano stati effettuati i collaudi.

DEBITI
Per anni la precedente giunta e diversi vertici di Ama hanno litigato (sono saltati tre Cda), non approvando il bilancio del 2017, perché non si mettevano d'accordo sul pagamento di oltre 36 milioni per prestazione erogate dalla municipalizzata in campo cimiteriale fuori dal contratto di servizio. Poi si è scoperto che per le cosiddette riconciliazioni tra debiti e crediti tra il Comune e la sua controllata superavano i 400 milioni di euro, con il risultato che lo scorso anno la giunta Raggi, anche su input della Procura di Roma, ha dovuto riconoscere 250 milioni in più all'azienda per ripianare i debiti. Su questo fronte indaga anche la Corte dei Conti.

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