Luoghi, volti e voci del 16 ottobre: alla Casina dei Vallati una mappa interattiva sulla deportazione degli ebrei romani

L'ultima a destra è Settimia Spizzichino, unica donna tornata da Auschwitz
di Francesca Nunberg
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Venerdì 15 Ottobre 2021, 21:44

«All’inizio per noi il 16 ottobre fu una giornata come le altre, ma tutto cambiò quando mio padre a piazza Vittorio vide che caricavano delle persone sui camion e gli dissero che erano ebrei. Telefonò subito a mamma e le disse: scappa, scappa per carità...». «Restammo al Collegio militare il 16 e il 17 ottobre, in condizioni tremende, dormivamo per terra, ricordo che una giovane, Marcella Perugia, partorì un maschietto...». «Noi ci salvammo perché dove abitavo, in via degli Specchi, c’era uno scantinato e mio padre ci mise tutti lì dentro». Le voci si susseguono, i luoghi appaiono com’erano e come sono oggi, i documenti mostrano con crudezza la realtà, come il fonogramma della Questura di Roma datato 18 ottobre 1943 che certifica «la partenza dalla stazione Tiburtina di 28 carri di ebrei (mille circa) fra uomini, donne e bambini. Nessun incidente».

La cerimonia

Fiori e raccoglimento nella piazza che prende il nome da quel tragico giorno, largo 16 Ottobre, in ricordo della deportazione degli ebrei romani nel 1943. Alla cerimonia è seguita la presentazione alla Casina dei Vallati di una mappa interattiva realizzata dalla Fondazione Museo della Shoah, Geografia della Deportazione, curata da Marco Caviglia, Isabella Insolvibile e Amedeo Osti Guerrazzi. E il 16 ottobre così non si era mai visto. «Ma soprattutto - spiega lo storico Marco Caviglia, 40 anni - abbiamo voluto fornire ai giovani uno strumento per “navigare” esplorando i luoghi degli arresti, i comandi della polizia nazista, le tappe della deportazione. Videointerviste, audio e documenti sono stati inseriti su un’unica piattaforma, con la geolocalizzazione. Si va dal ricatto dell’oro del 26 settembre all’apertura delle porte del treno sulla Judenrampe di Auschwitz-Birkenau il 23 ottobre. Ci sono le biografie dei 16 sopravvissuti, il telegramma di Kappler e i biglietti gettati dal treno con le richieste di aiuto, il diario inedito di Fortunata Di Segni».

La mappa

«E da questa mappa - spiega il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni - si capisce come quella che viene definita “la razzia del ghetto” sia stata un’operazione condotta in tutta la città casa per casa. E come ogni singola storia, ogni dettaglio, abbia un suo significato, non solo per la memoria ma come monito per una costante vigilanza». La mappa interattiva resterà nel museo fino al 27 gennaio, poi sarà messa online per le scuole. «Ma chi ha interesse può venire a trovarci durante l’anno, in ogni momento», aggiunge il presidente della Fondazione Mario Venezia, che ha voluto dedicare questa giornata al ricordo dell’attivista per la Memoria Carla Di Veroli. Il sabato è giorno di festa per gli ebrei, la tradizionale fiaccolata con la Comunità di Sant’Egidio si svolgerà quindi domenica 17 ottobre con partenza alle 19 dal Portico d’Ottavia.

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