Rapine nelle ville, arrestati 4 poliziotti
«E' stato come l'arancia meccanica»

Domenica 12 Gennaio 2014 di Marco De Risi
Scacco alla banda dei poliziotti rapinatori. Hanno messo a segno una lunga serie di colpi, per più di un anno hanno saccheggiato ville ed appartamenti, si fingevano anche finanzieri per farsi aprire la porta. L’altra notte li hanno arrestati mentre stavano per compiere l’ennesima rapina, questa volta la vittima scelta era una prostituta. Ma prima di entrare in azione, in una strada di Tor Sapienza, i sette banditi a bordo di due auto - traditi dalle conversazioni intercettate - sono stati bloccati dagli agenti della polizia stradale e della squadra mobile. Tra gli arrestati, quattro poliziotti: due in servizio, uno destituito e un altro in pensione. Insieme a loro sono finiti in manette tre stranieri, tra cui una donna, tutti già conosciuti dalle forze dell’ordine. Per la questura è una doccia gelata: «Adesso parleranno ancora dell’Arancia meccanica» sussurrano nei corridoi. Cioè di quella banda terribile comandata dal poliziotto Agostino Panetta, che seminò il terrore nelle case della Roma bene sul finire degli anno Settanta.



I COLPI

I due poliziotti arrestati in flagranza sono il sovrintendente Corrado Martello del commissariato Aurelio e il collega Roberto Cresci di Frascati. Faceva parte della banda anche Prisco Laurenti non più in servizio perché allontanato dalle polizia. Avrebbero commesso almeno sei rapine, ma il numero secondo gli investigatori è destinato a salire. Rapinatori seriali, insomma, che si presentavano preferibilmente a casa di pregiudicati e prostitute pensando di poter contare sull’omertà delle vittime. In alcuni casi hanno indossato la divisa delle Fiamme gialle e fingendo finte perquisizioni hanno svaligiato le abitazioni di imprenditori.

Sarebbero sempre loro i componenti della banda dei falsi finanzieri che all’inizio dello scorso anno ha colpito all’Ardeatino e a Castel di Leva. I quattro poliziotti insieme ai complici si spacciavano per militari della Finanza con tanto di pistola e documenti fasulli, come è accaduto il 24 gennaio in via del Calcio e il 17 febbraio in una villa in via Giorgio Sars. L’ultimo colpo risalirebbe a pochi giorni fa. Si pensa, ma è un’ipotesi ancora da confermare, che sia da attribuire a questa banda anche la rapina della notte tra il 30 e il 31 dicembre a casa di un imprenditore di Torvaianica. L’indagine della polizia stradale è iniziata più di un anno fa, gli agenti si stavano occupando di un traffico di auto che dall’Est finiva in Marocco. Gli investigatori si resero conto che nel giro illegale erano coinvolti anche alcuni colleghi. Grazie alle intercettazioni, gli investigatori sono arrivati a seguire le tracce della banda dei poliziotti rapinatori. L’altra notte gli agenti, monitorando i telefoni dei banditi, sono venuti a sapere che stavano programmando un colpo a casa di una prostituta che abita a Tor Sapienza e li hanno bloccati. I poliziotti arrestati, sia quelli che in servizio che gli altri che non lo erano più, erano armati. Ora l’inchiesta va avanti per stabilire se ci sono altri complici ma soprattutto per capire quali e quante rapine hanno messo a segno i banditi. Secondo gli investigatori sarebbero almeno dieci.



LE REAZIONI

Alcuni dei poliziotti arrestati avevano prestato servizio alla squadra mobile: Corrado Martello era stato trasferito da lì al commissariato Aurelio, Prisco Laurenti era stato cacciato dal corpo della polizia per avere commesso dei reati e anche Roberto Cresci, il poliziotto di Frascati, era stato alla Mobile anni fa. I colleghi li hanno portati in questura nella notte e poi da lì in carcere. Rabbia e amarezza nei corridoi di San Vitale, gli agenti hanno avuto parole durissime nei confronti di chi ha infangato le divise. C’è chi li ha chiamati «bastardi» e insultati. «Rovinano le tante persone oneste che continuano a lavorare per il cittadino e a rischiare la vita». Ultimo aggiornamento: 11:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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