L'odissea Roma-Lido: così i binari deformati mandano in tilt la linea

Sabato 10 Settembre 2016 di Alessia Marani
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Deraglia un treno sulla Roma-Giardinetti. L'incidente è avvenuto ieri intorno alle 15 in piazzale di Porta Labicana. Una ruota del convoglio ha «sviato» dal binario rendendo impossibile al mezzo di proseguire la corsa, lasciando appiedati pendolari e turisti. Per fortuna senza gravi conseguenze per i passeggeri.
Il servizio è rimasto interrotto tra Termini e il Ponte Casilino fino alle sei del pomeriggio quando Atac è riuscita a riallineare la carrozza e a ripristinare la tratta. Insomma, se gli autobus della municipalizzata capitolina rientrano nei depositi al ritmo di trecento al giorno per una pioggia di guasti, la mancanza di pezzi di ricambio e le officine aperte per poche ore la mattina, anche la rete ferroviaria non sembra godere di ottima salute.

L'AVVISO
«In quel punto dove è avvenuto il deragliamento - spiega Renzo Coppini, segretario regionale del Sul Ct - c'è un avviso di rallentamento a 15 chilometri orari per l'usura dei binari. Avvisi simili sono ormai presenti anche lungo la ferrovia Roma-Lido. Ci sono sei rallentamenti, che indicano ai macchinisti di non superare i 30 km all'ora, perché d'estate quando fa caldo, i binari si gonfiano, si deformano e l'appalto per le squadre che dovrebbero intervenire è ancora fermo, al palo, in attesa che si insedi il nuovo management».

Di Roma-Lido si è parlato ieri in Commissione comunale Trasporti presieduta da Enrico Stefano, presenti Roma Metropolitane, l'Agenzia per la mobilità, i comitati dei pendolari, Sul e Orsa. Confermato lo stanziamento regionale per 180 milioni di euro destinato alla tratta. Serviranno per le infrastrutture e il potenziamento delle sottostazioni così da aumentare la frequenza dei convogli. Una parte sarà impiegata anche per acquistare 5 nuovi treni. «Ma quando i lavori potranno partire, quando i treni arriveranno e Atac ne entrerà effettivamente in possesso, nessuno è stato in grado di dirlo», spiega Andrea di @iltrenoromalido. Che aggiunge: «Atac in commissione ha continuato a mettere sul tavolo dati di corse effettuate, generici, senza distinzioni di orari. Ma una cosa è fare saltare una corsa alle 7.30 del mattino, un'altra è garantire un treno alle 23 della sera. Finché non sarà fatta chiarezza su questo punto, non ci potrà essere un confronto trasparente». Insomma, ai 90mila utenti giornalieri non resta che stringere i denti e prepararsi ad affrontare un altro inverno sul filo del rasoio. Con una consolazione, però: ad avvisare dei ritardi ci saranno almeno nuovi tabelloni, più precisi e puntuali.

TAGLI AI BUS
Ieri l'assessore ai Trasporti Linda Meleo è tornata sul taglio delle corse dei bus Atac. Da lunedì ne sono state falciate quasi tremila. «La riprogrammazione - ha detto - non è un taglio corse, si tratta di riprogrammare i bus sulla base dei mezzi effettivamente disponibili. Non ho ingannato i cittadini. È chiaro che questo è un regime transitorio». I consiglieri comunali Pd Marco Palumbo e Ilaria Piccolo hanno annunciato «un ordine del giorno in consiglio comunale per conoscere i criteri e le modalità con cui è stata attuata la pesante diminuzione del servizio di trasporto», puntando il dito contro «due atti dirigenziali che hanno trasferito risorse per 55 milioni da Atac a Roma Tpl».

Ieri è continuata la caccia al bus di romani e turisti. Scomparsi il 188 che attraversa la Camilluccia e lo 020 per «indisponibilità di vetture»; attese infinite per il 61, il 792, il 246, il 170 per citarne alcuni. Problemi anche sulla rete tramviaria, dove le linee 3, 5, 14 e 19, hanno subito rallentamenti «per la mancanza di tensione aerea».

alessia.marani@ilmessaggero.it
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Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 11:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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