Roma, Spada trasferito in carcere di massima sicurezza

Giovedì 16 Novembre 2017
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Nel giorno della seconda manifestazione antimafia a Ostia in quattro giorni Roberto Spada viene spedito nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, vicino Udine, dove stava fino ad oggi il boss delle cooperative sociali Salvatore Buzzi, riportato a Roma. A centinaia, forse un migliaio, si ritrovano in piazza Anco Marzio vicino al lungomare romano con il sindacato dei giornalisti e l'associazione antimafia Libera contro i clan e per la libertà di stampa dopo l'aggressione al giornalista Rai Daniele Piervincenzi. L'autore della testata a favore di telecamera viene allontanato per «motivi ambientali», quelli del contesto mafioso che è stato definito dal giudice per contestare l'aggravante e far arrestare Spada. Un contesto che a Ostia è fatto anche di polemiche e veleni tra partiti, in particolare M5S e Fdi, a tre giorni dal ballottaggio per la presidenza del Municipio. L'ultimo casus belli è una foto di ottobre che ritrae la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e la sua candidata Monica Picca assieme a Silvano Spada, esponente della famiglia. In piazza Anco Marzio l'alfiere cinquestelle Giuliana Di Pillo e la sua rivale non si incrociano, mentre sul palchetto si alternano cronisti minacciati dalla mafia o sotto scorta come Federica Angeli di Repubblica. «Dobbiamo tornare a fare le domande, su tutto, senza essere aggrediti», dice il reporter di Nemo Piervincenzi. «Siamo contro la mafia e contro i fascisti», dice il presidente della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) Giuseppe Giulietti. Il riferimento è all'endorsement di Roberto Spada a CasaPound, sorpresa del primo turno delle municipali con oltre il 9 per cento e unico partito assente al raduno di stasera. E a Ostia il clima resta pesante. Proprio oggi una troupe della trasmissione 'L'aria che tirà, ha subito minacce. A raccontarlo su Twitter è Myrta Merlino, giornalista de La7: «Siamo stati insultati e minacciati, la nostra auto danneggiata». Erano lì per la manifestazione e hanno trovato la macchina della troupe con le gomme tagliate. In piazza tra studenti dei collettivi che gridano con le parole di Peppino Impastato «la mafia è una montagna di merda» e un gruppo di pensionati della Cgil che scandiscono slogan antifascisti, le autorità restano tra la folla.

«Siamo qui per sostenere la parte sana del territorio - dice la sindaca di Roma Virginia Raggi -. I riflettori non si devono spegnere». E gli attacchi di Beppe Grillo alla stampa? «È satira, non confondiamo i piani - risponde -. La stampa deve raccontare tutto». La presidente della Camera Laura Boldrini sottolinea l'importanza di «stare in mezzo alla gente» e ascolta con ammirazione la storia di una donna che ha perso tutto, ma ha denunciato gli Spada, racconta. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti propone «investimenti e cultura» per Ostia e il litorale e propone di aprire dei corsi universitari in questa zona. Alla manifestazione molti altri esponenti del Pd, che non aveva preso parte all'iniziativa di sabato scorso, tra cui l'ex candidato al Municipio Athos De Luca e Gianni Cuperlo. Per la destra ci sono Fabio Rampelli capogruppo FdI alla Camera e rappresentanti locali. L'unità apparente di piazza Anco Marzio è però minata dalla polemica sulla foto di Meloni e Picca con Silvano Spada. «Forse è stato mandato da qualcun altro», ribatte la leader Fdi, ipotizzando una trappola e promettendo querele in direzione M5S; diversi esponenti grillini chiedono le sue scuse. Anche la candidata al Municipio minaccia di andare in procura. «Gli Spada votavano M5S», attacca. Un finale velenoso in un contesto ambientale già difficile.

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 08:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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