L'economista Simoni: «Lo scatto parta dai romani: una rete contro il declino»

Sabato 11 Febbraio 2017 di Ernesto Menicucci
La prima riunione, se non fosse un termine ormai inflazionato (in negativo), era quasi da quattro amici al bar: «Ho mandato qualche messaggio a qualche amico: sono arrivate una cinquantina di persone». La seconda un po' più ampia: «Ho aumentato gli sms, e sono aumentate le persone». La terza, quasi non ci si entrava più: «Ed è bastato un post su Facebook». Ragazzi e ragazze, uomini e donne, ma soprattutto cittadini romani, di nascita, di adozione o di amore, che hanno deciso di uscire dal solito cliché della denuncia, della protesta o anche della rassegnazione e si sono messi in pista. Chi con un'associazione, chi con un gruppo retake, chi con un gruppo su whatsapp, chi come singola persona. Una serie di energie positive come ce ne sono ancora in questa città, nascoste sotto la coltre dei troppi «Roma fa schifo» che si sentono in giro che hanno trovato un motore. Lui si chiama Marco Simoni, 42 anni, un giovane/vecchio che fa lavori serissimi (è consigliere economico a Palazzo Chigi, prima con Matteo Renzi, ora con Paolo Gentiloni), già professore universitario a Londra, uno dei cervelli in fuga che però ha deciso di rientrare alla base. E che, a tempo perso, spesso di notte, si è dedicato alla sua creazione. Un laboratorio o se preferite un think tank che si chiama Spazio per Roma: spazio alle idee, spazio alla creatività, spazio fisico. Ma anche spazio come tempo dedicato a Roma, alla nostra città, quella «Roma spogliata» cantata da Luca Barbarossa ad inizio anni 80, questa enorme metropoli di provincia, che negli ultimi dieci anni fa notizia quasi solo in negativo: la Parentopoli di Alemanno, gli scontrini di Marino, le beghe da cortile di Raggi e del Movimento Cinque Stelle. E poi le buche, gli autobus che non passano, la neve contro cui «chiamare l'esercito», naturalmente Mafia Capitale, i Cafonal di Dagospia o la decadenza di Paolo Sorrentino. Un pozzo quasi senza fondo, nei meandri del degrado, un cadere giù nel quale anche gran parte dei romani si sono assuefatti. Molti, ma non ancora tutti. E i segnali che arrivano anche al Messaggero (basta vedere le foto che ci mandano i lettori) lo dimostrano.

GLI INCONTRI
Eccola, allora, l'idea di Simoni: provare a riunire queste realtà, metterle insieme, a confronto o a sistema come si dice, per trarne qualcosa di positivo. Ma perché? «Sono nato a Roma, cresciuto al quartiere Talenti, andavo a scuola al Nomentano». Lo stesso liceo di Marcello De Vito, M5S: «L'ho avuto in classe un anno. Ma eravamo su posizioni politiche diverse». Poi la laurea alla Sapienza e poi, dopo la laurea, l'estero: dottorato a Londra, cattedra a Londra. A Roma è tornato circa tre anni fa, chiamato da Renzi e la Roma che ha trovato non era minimamente quella che conosceva da ragazzo: «Una città che è andata molto indietro, diciamo nell'ultimo decennio».

LA SFIDA
Chi vive la realtà quotidiana lo sa: le scuole, le strade, la sporcizia, i servizi carenti. Così è nata l'idea degli incontri: il primo sull'impegno civico, coi gruppi Retake e i ricercatori di Mappa Roma (analizzano caratteristiche sociali ed economiche della Capitale); il secondo sullo sport, con la Maratona e il calcio sociale di Corviale; il terzo sull'innovazione sociale, con una quindicina di associazioni (da Fablab alle Girl Geek Dinners, dai giovani agricoltori agli organizzatori di Alice nel paese della Marranella). Ora arriva anche un sito internet (www.spazioxroma.it) con quattro sezioni tematiche (ForzaRoma, OcchioCapitale, Populismonograzie e Bufaleestelle) che si apre con il manifesto dell'ideatore: «Sembra che la città sia solo buche, mondezza e le fesserie bislacche della sindaca grillina. Il momento migliore per far conoscere e mettere in rete le esperienze positive di Roma era ieri, se l'avessimo fatto ora quelle esperienze forse potrebbero contribuire anche a governare la città. Il secondo momento migliore è oggi, e domani se vi va». Come a dire: basta rimboccarsi le maniche e provarci.
 

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