ATAC

Roma, Marchini: «Marino caccia Improta? E' iniziata la notte dei lunghi coltelli nel Pd»

Venerdì 24 Luglio 2015

Marchini interviene sulla polemica Improta-Marino dopo la richiesta di dimissioni del sindaco all'assessore ai Trasporti.

«Marino caccia Improta, assessore (renziano) già dimissionario. Strano, lo ha sempre pregato di restare... È iniziata la "notte dei lunghi coltelli" del Pd Roma?». Lo scrive Alfio Marchini su Twitter.

«Marino ha chiesto scusa perchè i trasporti a Roma fanno schifo. Che Marino si dimetta, perchè il problema di Roma è lui!». Così in un tweet il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

«Il sindaco si scusa oggi con i cittadini per gli enormi disagi nel trasporto pubblico di Roma - scrive in una nota il gruppo capitolino del Movimento 5 Stelle - Queste scuse sono irricevibili e tardive. Ignazio Marino si accorge con due anni di ritardo che parte dei problemi dell'Atac sono dovuti anche ad una compagine dirigenziale inadeguata, in sovrannumero e super pagata». «Eppure gli sarebbe bastato leggere la mozione del 1° agosto 2013 proposta dal MoVimento 5 Stelle e approvata in Assemblea Capitolina, che riportava gran parte delle cose che lui scopre oggi - prosegue - Appare evidente ancora una volta come il tempo per il sindaco sia scaduto, e proporre come unica prospettiva l'apertura ai partner privati, invece di aumentare la velocità commerciale dei mezzi con corsie preferenziali protette e impianti semaforici sincronizzati, sia l'ennesimo tentativo di svendere un patrimonio costruito con decenni di tasse dei cittadini romani».

«Egregio signor Sindaco, solo dieci giorni fa, in occasione dell'approvazione delle linee guida del nuovo contratto di servizio dell'Atac -

scrive il senatore di Area popolare Ncd-Udc, Andrea Augello in una lettera aperta al sindaco Ignazio Marino - il suo ufficio stampa inondava le redazioni dei giornali con proclami trionfalistici su un'Atac efficiente e risanata e finalmente in grado di offrire un decoroso servizio alla città. È toccato in sorte al sottoscritto e al collega Vincenzo Piso svelare alla stampa ed ai cittadini, con un'interrogazione presentata al ministro Padoan, le disastrose condizioni dell'azienda, ormai sull'orlo del fallimento. Lei non ha smentito, non ha potuto smentire». «Non le è rimasto - scrive ancora - che tacere, per poi tentare con un comunicato di rovesciare su altri le Sue responsabilità. Oggi lei spera di cavarsela gettando a mare il Cda e l'assessore Improta perchè questo è il suo stile, il suo modo di fare, il suo italianissimo pragmatismo che finora Le ha consentito di resistere in Campidoglio. È sempre colpa di qualcun altro. È come se ci fosse una controfigura, un altro Marino, un pò come è accaduto con Mafia capitale, dove il suo immaginario alter ego ha nominato un assessore, un dirigente dell'anticorruzione, un direttore denerale dell'Ama e altra varia umanità in cima agli indici di gradimento di Buzzi e soci. Per l'ennesima volta - conclude Augello - la prego con tutto il cuore di mettere fine a questo spettacolo poco credibile ed ancor meno decoroso e a liberare la città che lei continua ostinatamente a tenere in ostaggio. Ci rifletta, signor sindaco, anche perchè da noi non potrà che ricevere altri dolorosi dispiaceri politici».

«Qualche giorno fa il Sindaco di Roma, in una performance video, a seguito di pesanti disservizi della metro - scrive in una nota Vincenzo Piso, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Trasporti alla Camera - accusava i macchinisti di operare una sorta di sabotaggio perchè non volevano beggiare. Anzi rilanciava, affermando che grazie alla sua amministrazione le sorti del Tpl romano mai erano state così splendenti ed un piano industriale avrebbe garantito l'equilibrio economico del comparto». «Tralasciamo la messa in mobilita del personale, che ha solo prodotto contenziosi, e la serie infinita di avanti tutta e marce indietro tipiche di Marino. Arriviamo ad oggi. Mario porge le sue scuse ai romani per i disservizi, chiede la formalizzazione delle dimissioni dell'assessore competente, vuole azzerare il cda di Atac nominato da questa stessa amministrazione, chiede l'allontanamento dei dirigenti incompetenti e ivi posizionati dalle ultime macrostrutture avallate da questa amministrazione. Afferma, poi, indirettamente che il piano industriale attuale non era cosa seria e che la Regione metterà sul piatto 300 milioni e Roma Capitale 200 tra cash e beni (fermo restando il bene placito del Governo e del Tesoro) e afferma che si cercherà una partnership per la gestione del trasporto - conclude - Insomma, al netto della solita propaganda, le dichiarazioni di Marino sono l'ammissione più sconfortante di un fallimento totale e la indiretta confessione di avere cercato di coprire il fallimento gestionale ed operativo, indicando inverosimili capri espiatori. Dopodichè prendiamo atto che sarebbe pronto mezzo miliardo di euro quando all'orizzonte si intravedono potenziali partnership. Un caso, sicuramente, che ciò avvenga quando si prospetta l'arrivo dei privati?».

Ultimo aggiornamento: 19:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA