Roma, prostituzione delle donne cinesi: scovati finti centri massaggi, un giro d'affari da 40mila euro al mese

Individuato lo stesso sistema con cui veniva gestito l'appartamento di via Riboty, dove De Pau ha ucciso le donne

Roma, prostituzione delle donne cinesi: scovati finti centri massaggi, un giro d'affari da 40mila euro al mese
di Marta Giusti
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 09:35 - Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 10:18

Donne cinesi, prostituzione e un sistema collaudato. L'operazione antiprostituzione effettuata dai carabinieri della compagnia di Roma Piazza Dante ha svelato come vengono gestiti nella Capitale gli appartamenti in cui si prostituiscono le donne cinesi. Quello ricostruito oggi dai carabinieri è lo stesso sistema con cui veniva gestito anche l'appartamento di via Riboty dove, secondo gli inquirenti, il 51enne Giandavide De Pau, ha accoltellato selvaggiamente uccidendo Li Yan Rong e Yang Yun Xia. La 55enne e la 45enne cinesi, erano le appendici di una complessa e ramificata organizzazione quasi certamente simile a quella svelata ieri dai carabinieri, anche se non risultano collegamenti diretti tra l'indagine in questione e l'appartamento di via Riboty. 

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A fare da interfaccia con la clientela sono gli annunci pubblicati sui siti internet. Ma i numeri di telefono non fanno mai riferimento alle ragazze mostrate seminude nella bacheca. Alle utenze telefoniche rispondono altre donne, non sempre prostitute, ma che fanno parte di un livello intermedio dell'organizzazione. Quella arrestata ieri aveva 51 anni, rispondeva dall'appartamento di via Marsala e aveva un telefono cellulare per ognuno dei 4 finti centri massaggi che gestiva: due a Roma, in via Marsala e in piazza Vittorio Emanuele, uno a Pomezia e l'altro a L'Aquila. Con quei telefoni dava indicazioni ai clienti per raggiungere l'appartamento, ordinava alle ragazze, mai più di due per centro, come accogliere i clienti.

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Le donne, tutte di età superiore ai 40 anni, ruotavano ogni due settimane in un circuito di appartamenti molto più ampio dei quattro individuati oggi, a dimostrazione dell'esistenza di un livello superiore dell'organizzazione. Quasi come esistesse una sorta di «scuderia» che gestisce un numero imprecisato di donne. Per quanto emerso finora dalle indagini sul caso di ieri, nessuna delle ragazze era costretta. E non sono state verificate violenze sulle donne, le quali percepivano stipendio. Alcune di loro erano irregolari in Italia e sulla loro posizione si sta ancora indagando. Il giro di affari per i quattro appartamenti, soltanto per la donna arrestata, era di 40 mila euro mensili.

 

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