Carminati, il re della mala ogni mese
incassa la pensione d'invalidità dall'Inps

Martedì 9 Giugno 2015 di Claudia Guasco
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Massimo Carminati non si è mai fermato davanti a nulla. Estorsioni, ricatti, minacce, sempre esercitate con la medesima disinvoltura: «Non nominare più il mio nome in giro sennò ti taglio in due». La sua regola: «Sobrietà e discrezione». Esercitate con maestria al punto che, nonostante i lauti proventi della sua organizzazione criminale, «viveva con la pensione di invalidità». Ex Nar, quando venne arrestato nell'81 perse l'uso di una gamba e l'occhio sinistro. Da quel momento, ogni mese, è arrivato puntuale l'assegno dell'Inps.

COCAINA NEL BOX

Ma c'è un settore criminale dal quale ha sempre detto di essersi tenuto alla larga. Quello della droga. «No, ma poi soprattutto la storia della droga...eh...bisogna essere onesti... ma chi c'ha avuto mai a che fare... lo sanno bene che la droga c'ha sempre fatto schifo.... io la droga non l'ho mai venduta, non mi ha mai interessato hai capito?», dice in un'intercettazione a bordo della sua auto.

Ora però il faccendiere pentito Roberto Grilli, riascoltato dai magistrati, apre nuovi elementi sul ruolo del Cecato nella malavita organizzata. Grilli racconta di essere stato contattato, nel 2008, da Carmine Fasciani, boss di Ostia condannato in primo grado a 28 anni per associazione mafiosa. Vuole coinvolgerlo in una partita di cocaina dal Marocco, il faccendiere si rifiuta. Tre giorni dopo, al bar, incontra Carminati, al quale nulla sfugge: «So che hai incontrato un nostro comune amico, quello che sta al mare... a me non devi da' spiegazioni, sai te quello che devi fare». Grilli mette a verbale: «Rimasi stranito, era come se Fasciani si fosse rivolto a Carminati per farmi arrivare il suo malcontento».

Nel 2010 Grilli si ritrova in ristrettezze economiche e si rivolge a Carminati, il quale lo mette in contatto con Mariano Scatena e Umberto Paciotta, coinvolti nell'importazione di 503 chili di cocaina dal Sudamerica costata il carcere al faccendiere. E' proprio l'ex Nar, sostiene Grilli, a convincerli a sbloccare il viaggio. Un'operazione che svolge con discrezione e prudenza: non tratta di persona la droga e rifiuta una «ricompensa».

I CONSIGLI

Tuttavia fornisce alcuni consigli al faccendiere. «Guarda, tu non devi fa' niente, anche perché io queste cose non mi impiccio, a me non mi interessa quello che fai», però «se ti vuoi comporta' da ragazzo regolare per due-tre mesi non ti fai vedere in zona». Seconda condizione, si legge nell'informativa agli atti, destinare una quota della droga a un prezzo di favore a Riccardo Brugia, sodale del Cecato. «Sarebbe un comportamento sano da parte tua. Prendi un box, prendi una cantina...ci metti 20, 30 quelli che pensi...quello che reputi giusto, che chiaramente ti verrà pagato. Ti metterai d'accordo con Riccardo, gliela porterai e ci penserà lui».

«HA SOLDI PER FARE LA GUERRA»

Questo è il lato oscuro dell'ex Nar. Poi c'è il Carminati alla luce del sole, quello che - riferisce alla madre la compagna Alessia Marini - campa «di pensione d'invalidità». I suoi guadagni sono illeciti e se anche fossero puliti gli verrebbero sequestrati. Così incassa i soldi della previdenza sociale. Come spiega l'imprenditore Agostino Gaglianone all'architetto Fabrizio Barbieri, «lui ai tempi, quand'era ragazzo, ha fatto coi Nar...c'ha avuto una storia capito?». Gli manca un'occhio, commenta l'altro. «Eh gli hanno sparato all'occhio...sparato al confine, cioè lui è uno dei personaggi più, come se dice, in vista attualmente, capito? Lui ha avuto rapporti con la banda della Magliana, è uno de quelli cattivi capito?». Domanda di Barbieri: che lavoro fa? «Niente architè, questi c'hanno i soldi per fare una guerra, perché ai tempi d'oro hanno fatto quello che hanno fatto insomma. Adesso conosce...domenica il sindaco stava a pranzo a casa sua, per dirti».

Ultimo aggiornamento: 12:50

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